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STILELIBERO è il tentativo di una narrazione da Nordest. STILELIBERO è carta, inchiostro, materia per un racconto in grado di svelarci il senso del tempo che stiamo vivendo. Siamo il tempo della “crisi”. Tutto ruota attorno a lei. Chi la nega, chi la rimanda, chi la invoca, chi l’ha superata. La crisi è cassa integrazione, è finanziamenti che non arrivano, è una società che ha invertito la rotta ed ha smesso di crescere. Allevati fin da piccoli al verbo del “quantum”, noi, devoti sacerdoti del dio Pil, come potremmo vivere ora? Ora che il dio Pil è morto? Ora che non c’è più un verso di crescita? Ora che il gioco della finzione e dell’ostentazione della civiltà dei consumi fatica a reggere il passo? Ora che la felicità dell’avere mostra attimi (ripetuti) di critico fiatone? Aleggia, nel Nordest delle sicurezze, l’alone dell’incertezza, della confusione. Le relazioni si fanno difficili, faticose. D’istinto, ci si attacca al vecchio mondo come ad una persona cara, malata, morente. Attaccati perchè non siamo ancora all’altezza di un gesto di libertà: quello di lasciarlo morire, questo mondo, questo Nordest di cemento, di campi grigi. Per un nuovo Nordest una nuova generazione devi armarsi. Una generazione che trovi l’energia per essere diversa dai padri, perchè il mondo e la vita si annoiano, vogliono sempre diversità, slancio, innovazione. Questa generazione è stata fin qui rapita dal mondo vecchio, è passata invano, spesso chiedendo “permesso”; per questa generazione - capace di colpi di genio, ma impaurita - nessuno sarebbe disposto a pagare alcunchè di riscatto. Perchè è una generazione che sembra perduta, invisibile, e intanto l’Italia, e con lei il Nordest, invecchia. E tanto più invecchia tanto più si aggrappa - unghie e denti - alla conservazione, all’illusione che il modello economico e sociale fin qui esistito possa durare in eterno. Il mondo chiede una nuova Resistenza, quella di chi vuole lasciare che il mondo vecchio faccia il suo corso. Il mondo nuovo non ci faccia paura: certo, non ha tratti chiari, è imperfetto, i lineamenti sono in via di formazione, la madre ha ancora un pancione sottile e non sa neanche se il suo piccolo verrà al mondo. Ma si resiste perchè nasca, questo piccolo nuovo mondo. E si resiste in bianco e nero, su STILELIBERO, perchè di colori, che confondono, ce ne sono fin troppi; e poi col bianco e nero si risparmia. Le parole possono bastare, leggere e cattive, ironiche e taglienti: siano così intense da colorare la pagina. |

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