Il parcheggio del Poliambulatorio copre un'area grande almeno quanto un campo da calcio, è in parte asfaltato, e in parte no; non c'è un albero. Vi lascio immaginare lo scenario western che ci si trova davanti uscendo dalla struttura in luglio. Quando si sale in macchina, poi, se ci si è scordati di lasciare un centimetro di finestrino aperto, la situazione rischia di degenerare in bestemmie o svenimenti, a seconda del proprio stato di salute. Dov'è finito il verde? Si parla di riduzione delle emissioni, di riscaldamento terrestre e poi tanto il pubblico quanto il privato dovendo scegliere tra una siepe o una muretta, tra un prato o una gettata perpetuano sempre la grey economy. Perché il verde “fa sporco, disordine! E dopo chi pulisce?” E' assolutamente innegabile che la grey economy sia apparsa, e in una certa misura continui ad apparire, molto più economicamente gestibile della green economy. L'ecologia costa. Il verde costa, perchè ogni autunno un albero perde le foglie e deve essere potato, d'estate l'erba la devi tagliare ogni quindici giorni, e comunque tutto dev'essere irrigato. Per il pubblico è un problema di soldi, perché gli enti il lavoro lo devono far fare a dei professionisti che giustamente si fanno pagare; i privati il lavoro potrebbero anche farselo da soli, ma per qualche strano motivo va a finire che il verde ce l'ha chi può permettersi il giardiniere... E chi non può, pavimenta. Perché nel tempo libero bisogna rilassarsi. Ma io credo che la grey economy abbia già raggiunto il suo punto di pareggio: tutto quello che è riuscita a farti risparmiare, te lo ha tolto in qualità della vita, altro che rilassarsi; e adesso il bilancio comincia ad essere in perdita. Il verde ha tre caratteristiche positive sostanziali. La prima è che è bello. Torniamo al parcheggio: immaginatelo con a terra un bel grigliato in plastica (peraltro riciclata) da cui spuntano cinque centimetri di erba; tra una fila e l'altra di auto, un bel filare di carpini. Oppure pensate al vostro quartiere: non più un mosaico di murette e ringhiere tutte orribili e tutte diverse l'una dall'altra, ma un unico muro di siepe verde, magari anche di toni e sfumature diverse ma sempre e comunque verde. Uscire di casa per andare al lavoro e passare per un quartiere così ti cambia la giornata: ecco ammortizzati un po' dei costi aggiuntivi che il verde richiede. La seconda caratteristica è che il verde richiede lavoro manuale, attenzione e amore; dedicare tempo a piante, prato, fiori ed orto fa molto bene al corpo ed allo spirito; educa alla conoscenza ed al rispetto della vita e dei suoi tempi: rilassa. La terza caratteristica è che oggi il verde è una vera e propria risorsa economica. Pensate ai sistemi di riscaldamento a legna e biomassa, che possono integrare, e non solo sostituire, gli impianti convenzionali esistenti, o al compost per fertilizzare l'orto: grandi o piccole, si tratta sempre di spese che non devono più essere sostenute. Un pensiero finale lo rivolgo a quelli della mia generazione e più giovani, dai trenta in giù; mi sembra si dividano tra chi al relazionarsi con un albero preferisce il pc o il cellulare e chi parla di verde e green economy via pc o via cellulare: datevi una mossa, mettete una piantina sul balcone della vostra cameretta e vedrete che tutto andrà meglio. |
