Non conosco personalmente questi signori, e nel dettaglio nemmeno il loro operato; ma come uomo dapprima, e poi come credente e prete, sono nauseato da questa manovra che ai miei occhi, e non solo ai miei, rende il Crocifisso come una prostituta utile a “soddisfare” l’esigenza, tutt’altro che evangelica, di solleticare un fastidio crescente nella plebe: quello di sentirsi discriminati a casa propria. La paura, in certo senso anche comprensibile, di essere minacciati nella nostra sicurezza, nella sovranità sui nostri territori e sulle tradizioni da trasmettere ai figli. È il terrore di perdere l’identità ben definita di popolo italiano-veneto cattolico. E per questa ritorno di consensi, si (s)vendono i crocifissi. Povero Cristo, passato di mano in mano come una prostituta. Ho bestemmiato? Non credo. In entrambi i casi infatti, si mercifica un corpo: là, sulla strada, quello di una donna; qua, sotto i gazebo, il simbolo del corpo del Signore. Eppure, non so se questi signori lo sanno, ma Gesù aveva detto “pubblicani e prostitute vi precederanno nel regno dei cieli” (Mt 21,31). Il suo è un regno in cui avranno la precedenza uomini e donne che tra noi, sedicenti suoi discepoli, non hanno mai avuto la precedenza. Ora mi chiedo: un governo, un’amministrazione o quale che sia istituzione autodichiarantesi “cattolica” (ed è già antievangelico che un potere assuma le difese del vangelo, ma soprassediamo..), dà nei suoi programmi la precedenza alle prostitute? Tutela i diritti dei poveri? Garantisce - nel rispetto della legalità, senz’altro - accoglienza a chi scappa da situazioni di miseria? Oppure, appena questi appoggia la pianta del piede sul nostro suolo è già di per sé clandestino e reo? Vigila sull’assegnazione equa dei posti di lavoro nel pubblico, per quanto è di sua competenza? Vara piani di lottizzazione ed edificazione attenti alle reali possibilità dei cittadini, soprattutto di quelli più poveri? O si piega e spiega soltanto davanti alla busta del ricco? Insegna italiano agli stranieri? È attento a garantire spazi - non redditizi! - di verde, o si getta cemento anche sui fossi? A scanso di equivoci, sono sicuro che molto di tutto ciò questi signori già lo fanno, ma mi sembrava giusto rilanciare alcune domande a chi distribuisce a piene mani e a buon mercato il corpo straziato di Colui che si è identificato con i derelitti della storia. In effetti sarebbe ipocrita garantire il crocefisso appeso ai muri delle scuole del proprio territorio e, poni il caso, perquisire a priori e con intolleranza un extracomunitario per strada, soltanto perché straniero. “Ero straniero, e mi avete accolto..” (Mt 25, 35b). Povero Cristo, appeso alle pareti dell’anagrafe, e vilipeso nella dignità di chi è trattato alla stregua dello sterco, tanto è uguale per molti il colore... Un giorno Madre Teresa, pulendo con adorazione il corpo macerato da piaghe purulente di un misero di Calcutta sospirò: “This is the body of Christ”, “Questo è corpo del Signore!”. Per i credenti, il corpo eucaristico di Cristo rinvia al corpo reale di Gesù presente negli avanzi della Storia. Quello senza questo si riduce a ritualismo vuoto; questo senza quello, ad una filantropia nobile e per giunta necessaria, ma che non redime dal male. Ricordiamocelo tutti noi, sedicenti fedeli; e solo dopo cantiamo “Adeste fideles”. Quanto sangue dovrà ancora sputare quel povero Cristo, nascosto negli umili, misconosciuto da noi potenti? |
