“L’Essere si manifesta in molteplici forme”. Sentenziava più o meno così il presocratico Parmenide.
Una bella manifestazione dell’Essere m’è capitata, così, per caso, gratuita e generosa, in una banale mattinata in macchina, in viaggio verso il lavoro. Ad un camion che mi precedeva, in tangenziale, è sfuggito un mas-ceto. Il piccolo porco, mentre si era in coda per l’immissione nella strada principale, è precipitato dal camion, trovando un pertugio di possibile libertà. Un bel tonfo, qualche istante per riaversi, e poi via - barcollante - verso il suo sogno, via dall’asfalto, nella distesa di campagna tagliata a metà della tangenziale. Il mas-ceto fuggiva, sognava un orizzonte meno merdoso e puzzone, libero di rotolarsi nei fossi, libero di non finire salame. Ma il camionista s’è accorto della fuga, s’è messo a rincorrerlo, e la massa di incolonnati a strombazzare, finalmente emancipati dalla monotonia del Gr, anche loro travolti dalla gioia della manifestazione dell’Essere suino. Alla fine il mas-ceto non ha fatto tanta strada: il suo trasportatore lo ha abbracciato e se l’è rimesso nel cargo. A tifare per lui eravamo rimasti in due: io e una vecchia su un’Opel del secolo scorso. |