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Il Tempo percorre con calma le ore di un giorno come gli altri e osserva dall’alto lo spettacolo della città sul Fiume. Il Ponte si riposa appeso ai soliti palazzi dalle finestre sempre adorne di tende in ordine e vasi di gerani in fiore. Il Fiume scorre, senza porsi domande, tra i sassi che lo scontornano e le fronde degli alberi che fremono al veloce vento freddo della Valsugana.
I passi posati dalla gente, che scende vociando dai vicoli e dalle strade del centro, non appesantiscono di un grammo il fardello dei secoli di sospiri e pensieri raccolti dal Vecchio immobile sempre pronto a non lasciare nessuno senza il conforto della sua paziente attenzione. Il Ponte Vecchio ascolta da sempre la storia di ogni anima che lo percorre, risponde alle domande e attende silenzioso ed elegante che gli sguardi vuoti e assenti dei passanti scorgano l’angolo di favola che resiste nascosto tra le pieghe di questo primo secolo del terzo millennio. A sera il Sole scende piano tra le colline di ulivi e altri alberi e gli ultimi raggi a brillare si infilano tra i rami spogli dell’autunno regalando al paesaggio un velo di ragnatele d’oro di un attimo che nessuno coglie. Sale poi la Luna: sottile e timida osserva la città che dorme, sospira scostando alcune nuvole nere e si specchia vezzosa nell’acqua del Fiume. Riflessi di madreperla e luce si rincorrono sulla superficie del nastro d’acqua che scorre sotto il Ponte e mentre la Luna scende una donna cammina decisa accarezzando con la mano stanca la bella balaustra sud del Vecchio Ponte di legno marrone. I tacchi a spillo faticano non poco, in precario equilibrio tra i ciottoli del saiso e le pietre che disegnano il pavimento del Ponte coperto, e sfiorano i bicchieri vuoti scordati a terra dopo gli aperitivi della sera. Lei sfila con calma prima una scarpa e poi l’altra lasciandole cadere senza cura tra un pilastro di legno e un bicchiere dove avvizzisce una buccia di limone. Si rivolge ora alla Luna ora al Fiume cercando l’assenso ad un folle gesto... ...sali solubili e molte sostanze nocive scorrono insieme nell’acqua del Fiume... ...senza scarpe Valentina dorme vestita di rosso stesa al centro del Ponte Vecchio e si sogna bambina a nuotare senza paure nell’acqua limpida del Fiume di un Tempo lontano. Sali solubili e troppe sostanze nocive scivolano invisibili insieme sfiorando in silenzio i sassi del Fiume e ancora nessuno si chiede se non sia il caso di fare qualcosa di serio per restituire all’acqua il suo sereno scorrere. Scrivo di notte invece di dormire e racconto solo storie vere, poso sul foglio parole leggere e veloci che fermano ricordi e sogni invece di perderli nel vento. Favole per le mie piccole nipoti, arrivate tardi in questo strano mondo che deve inventare parole per dare un nome allo strazio senza senso che proviamo guardandoci intorno: inquinamento. |