Foglie secche, bosco misto, edere luccicanti, pietre sapienti, rovi.
Scendo, pel sentiero dei partigiani, lungo la valletta del Silan, un torrente arcadico, rapsodico, balzellante da Valrovina a Bassano del Grappa. Il castagno centenario osserva assonnato. Contrabbandieri, pastorelle, pastori, capre, pecore, cani, muli, vacche, manze, vitelli, morti di fame, fiere montagnare, truppe di mille eserciti: militi della Serenissima, napoleonici, striaci todeschi, boemi, piemontesi, francesi, inglesi, mericani, nazisti, fascisti, partigiani. A Freccia, un capo partigiano di Cittadella, la canaglia fascista arrestò la madre e la sorella, appena maggiorenne. Le torturarono, le violentarono. Volevano sapere dove si nascondeva Freccia. Non lo sapevano. Entrambe furono ritovate, dopo più di un anno e a guerra finita, in manicomio a Treviso. La madre rientrò in famiglia e si riprese. Mugulando straziante un dolore infinito la sorella rimase celata nell'istituto fino alla fine degli anni ottanta. Memoria ignobile criptata. Mi sorpassano, silenziosi e rapidi come lepri, due bambini. Indios. Li richiama una signora che cerca di seguirli incerta sulle gambe. India. La nonna è incalzata da quattro splendide discendenti degli inca. Sono tutti vestiti con costosissimi indumenti tecnici. Una porta in braccio un bimbo di pochi mesi. Indio. Mi piacerebbe cogliere un dialetto aymara o quecha. Sento solo il familiare spagnolo dei conquistadores. Li seguo incuriosito. Ormai siamo fuori dalla valle del Silan. Il gruppo andino prosegue vociante verso una villona in alto sulla sinistra. Ora sono sull'ampio spazio cementato e improvvise arrivano tre suv nere, con i vetri affumicati. Si apre il portone automatico. Entrano. Smontano i machos. Vestiti di nero con occhiali neri. Baci, abracci, grida, risate. Poi tutti scompaiono dentro la villona. Immigrati dal sudamerica, forse clandestini. Certamente ricchi. I loro antenati partirono dall'Asia, attraversarono lo stretto di Bering e popolarono le Americhe fino alla Terra del Fuoco prima di venire conquistati, massacrati e schiavizzati dall'occidente. Ora abitano nelle colline bassanesi. Il capitale corre dove c'è il guadagno. I soldi sono internazionali. Soldi, Tombolo, soldi, fine, scopo, modello, modello veneto, modello unico, schei, ara, altare pagano, denaro, divinità, monoteismo assoluto. Epulone, un facoltoso tombolano, concluse la sua ricca esistenza in un casino pirata di Padova. Le ragazze si esibivano mascherate, oddio, solo la faccia perchè per il resto vestivano un tanga e tacchi a spillo. Un adesivo con un numero copriva l'ombelico. Gli spettatori potevano potevano così prenotare un incontro con una o più ragazze. Bastava comunicare al cameriere il numero desiderato. Il casino pirata funzionava dalle 12 alle 18. Così poteva venire frequentato, senza destare sospetti in famiglia, da manager, dirigenti pubblici e privati, alti funzionari, insomma era costoso e riservato. Le ragazze ballavano, o meglio, si agitavano a suon di musica sul palco illuminato, mentre i clienti protetti dalla penombra consumavano drink e antipasti. Il ricco Epulone scelse la 23 e la 34 e, data la mancia al cameriere, si avviò verso il privè. Il coccolone lo colse improvviso sul divano del privè quando le ragazze si tolsero la maschera e lo salutarono : “Ciao papà, ciao zio”. Foglie secche, bosco misto, edere luccicanti, pietre sapienti, rovi. Risalgo pel sentiero dei partigiani. La fresca, limpida cascata del Silan gorgheggia laggiù in fondo e il castagno centenario sorride senza fatica. |
