Il cuore della famiglia è la donna-madre–moglie; icona di questa rappresentazione è Maria madre di Gesù.
Nella letteratura ufficiale Maria vive la maternità con gioia, vivendo le sue emozioni “serbandole nel proprio cuore”. C’è una letteratura apocrifa che racconta una versione diversa della storia. Racconta di una donna provata e stanca. Maria era triste e quasi depressa nelle prime settimane dopo il parto: la scienza spiegherà questo fenomeno come lo shock ormonale post-parto, ma nello 0 d.c. gli ormoni non esistevano. Viveva con fastidio, nei primi tempi, la presenza dei pastori-visitatori: voleva stare sola con la sua famiglia, non scocciata da un gruppo di pecorai; in sommo grado poi detestava i Magi: avevano occhi e regali solo per il piccolo, ma era lei ad essere bisognosa di cure ed attenzioni! Era spossata per l’allattamento, che era doloroso e frequente: suo figlio pareva avere una fame sovrannaturale. Era nervosa per i continui cambi del bimbo, che defecava in quantità sovrannaturale; viveva continuamente sull’orlo dell’ isteria per la mancanza di sonno; era nostalgica del tempo libero per andare al mercato di Gerusalemme con le amiche; provava fastidio per il marito che, la domenica, preferiva andare a giocare a dadi con i legionari romani piuttosto che aiutarla nell’accudimento del pargolo…
Certo, quando guardava il piccolo che le dormiva in braccio provava gioie sconosciute fino ad allora. Ma non sempre queste gioie alleviavano le tribolazioni dell’essere madre; traeva forza dal pensiero che crescendo sarebbe andata meglio: come per molte madri, per lei non fu così. |
