Dopo aver svolto i vari passaggi formali e sostanziali per il consolidamento della coppia moderna (conto corrente in comune, convivenza, matrimonio) a febbraio, con l'arrivo del bocia, diventiamo famiglia a tutti gli effetti. Ufficiale, col bollo.
Per sfuggire in qualche modo alla terribile sensazione di entrare in una fase della vita totalmente omologata, ho cercato da subito di affrontare la situazione con un approccio, per quanto possibile, innovativo. E la prima scelta di rottura è stata: “Noi useremo i pannolini lavabili”. I pannolini lavabili sono una cosa bellissima, per un sacco di motivi. Si risparmiano un sacco di soldi, si producono tonnellate in meno di rifiuto da discarica, sono meno irritanti e puzzano molto meno degli usa e getta, rendono continenti prima i bambini. Hanno, ovviamente, anche alcuni svantaggi, ma quelli non ve li dico. Scopriteli da voi. Io ho preso 25 pannolini lavabili Dreami Dri Pop-In della Close Parent, una ditta inglese, una specie di cooperativa di genitori. Li ho presi in un bellissimo negozio online, sempre inglese, che si chiama Babi Pur, e ho speso circa 500 euro tra pannolini, inserti superassorbenti per la notte e salviette biodegradabili. A parte le salviette (circa 100 euro per 18 mesi di autonomia), tutto il resto potrà tranquillamente essere utilizzato anche dal prossimo nanetto. Meraviglioso. Meravigliosi. I pannolini lavabili sono una cosa così buona e bella che un sacco di comuni, in tutta Italia, danno (dopo la manovra estiva, forse, davano) contributi a fondo perduto per acquistarli e/o kit di prova per conoscerli. Sapevo già che il mio comune di residenza non era tra questi; ciononostante, quando sono stato all'ufficio anagrafe a richiedere il certificato di nascita di mio figlio, ho provato a buttarla lì alla signorina allo sportello. Se mai si chiede, ho pensato, mai si avrà. La signorina mi è sembrata subito abbastanza smarrita; poi mi ha detto che il comune offre, per i cittadini, un'assicurazione gratuita contro i furti. Ho provato a spiegarle un po' meglio la cosa, e lei, dopo avermi chiesto se la mamma era regolarmente occupata ed in maternità, mi ha consigliato di rivolgermi all'Asl chiedendo dell'assistente sociale. Grazie, arrivederci. La famiglia, anche una “col bollo” come la mia, è un problema sociale - penso finché esco dal semideserto palazzo ottocentesco – dovrebbero disincentivarla in qualche modo. Detto, fatto. Ho preso i pannolini lavabili soprattutto per far meno rifiuti. Visto che adesso siamo in tre, e la tariffa rifiuti si calcola su metratura della casa e componenti del nucleo famigliare, nella prima bolletta del 2010 mi trovo un aumento del 18%. E non mi resta che bestemmiare Dio, la patria e la famiglia. |
