Non c'è luogo più sicuro al mondo della propria casa. Non c'è nido più confortevole di quello preparato con amore dalla propria famiglia.
Mamma e papà tutte le sere, prima di coricarsi, si affacciano alla finestra e, tenendosi per mano, guardano la stessa stella. Il mattino si alzano di buon'ora, papà si veste per il lavoro, mentre mamma prepara una sana e ricca colazione, per cominciare bene la giornata. I bambini si svegliano felici, bevono il latte, mangiano la “brioss” e poi via di corsa a scuola. A pranzo li aspetta un piatto di farfalle al sugo che solo mamma sa fare. Il pomeriggio corrono con i loro genitori nei campi di grano, rotolano sull'erba, colgono fiori e fanno merenda immersi nella natura. Scrivono la letterina a Babbo Natale e sistemano il panettone sotto l'albero, nel caso in cui a Babbo venga fame. Ma all'improvviso, qualcosa sembra non funzionare più, un corto circuito, un blackout. O forse c'è un errore nel copione. Magari hanno cambiato il regista. Niente più latte e “brioss”, niente più farfalle al sugo, niente più campi di grano. Soffriva di depressione da tempo. Avevano problemi economici. Lei l'ha lasciato. Lui non poteva sopportarlo. Gli ha portato via i bambini. Dopo il parto non si è più ripresa. Il viaggio era finito, era giunto al capolinea, ma non avrebbe mai lasciato soli i suoi bimbi, li ha portati con sé. Una brutta lite. L'ennesima, finita in tragedia. Il figlio era malato da anni. Non ce la faceva più a vederlo soffrire. Litigavano per un ragazzo. Era un brav'uomo, lavorava sodo, era impossibile da prevedere. E chi avrebbe mai pensato che sarebbero arrivati a tanto? Erano persone per bene, dei buoni vicini, gentili, un po' schivi forse, ma amavano i loro figli. Adoravano i loro genitori. Amava la moglie. Amava il marito. Era una famiglia come tante. Una famiglia normale. |
