C'era una volta l'età dell'innocenza, quella vera, quella che precedette il morso della mela proibita. E durò poco.
Oggi l'innocenza sembra un concetto talmente lontano, l'attribuiamo forse soltanto ai bambini, e vissuto con molta meno enfasi che nell'antico testo biblico. In questa contrapposizione netta tra sacralità del matrimonio, evocato dall'elegante abito nuziale, e sberleffo popolare sotto forma di disegno-di-un-cazzo-su-marmo ritroviamo forse una certa purezza, l'innocenza che andiamo cercando. Che non è per nulla quella che di primo acchito salta agli occhi. Non è la donna, l'immacolata. Non sono la provocazione sessista (maschio=uccello) o l'essere fintamente blasfemi (donna sposata=donna-tutt'altro-che-immacolata) a essere raccontati da questa immagine. È una cosa sola, più semplice. È lo sguardo divertito, il sorriso di chi usa ironia nel distinguere cose vere, reali, in carne amore e vita, da cose meno vere, inventate, pensate poco. In questa reazione chimica sta l'immacolata virtù di una risata. Ridere ci salverà. |
