Forse Nietzsche non aveva capito niente quando descriveva la morte di Dio, e di tutti i valori, e di ogni sacralità, come un orizzonte cupo, triste, deprimente.
Sì, è vero, mancano i punti di riferimento. Mancano quelle cose che ti orientano. La sacra famiglia è morta. Tutto è un casino. E vabbè, che facciamo? Ci depriamo? Predichiamo l'ennesima trafila di valori? No! Dobbiamo reagire, con tante pernacchie, agli indignati imbonitori dei "valori". Sono dei ciarlatani, che blaterano parole prive di esperienza, carne, vita. Così, tanto per reggere il palco, la messinscena; tanto per articolare un alfabeto privo di voce, afono. Un alfabeto vecchio. Vecchio!In questo numero di SL la cara sacra vecchia famiglia viene travolta dal familismo amorale, dal sesso clandestino, dalla crisi dei sessi, dalla crisi del maschio (ah, la crisi del maschio! Dedicheremo un numero alla crisi del maschio! Donne di tutto il mondo unitevi!), dalle pulsioni narcisistiche, dai centri commerciali, dall'aumento delle bollette, dal precariato, dal nostalgismo, dagli intrecci della postmodernità multietnica, dalla creazione di nuove famiglie che poi - sorprendentemente - appaiono più calde e accoglienti della gelida "famiglia tradizionale". Ma questa è la vita, questo è il nostro tempo, questa è la "famiglia" nel tempo sfarinato e corroso, e quindi non si tratta di dire che questa famiglia è sbagliata. Balle. Si tratta, piuttosto, di raccontarla. Di darci un senso. Di trovare il filo che renda "coerente" questo mosaico, perchè una coerenza esiste, la sentiamo, la percepiamo. Dobbiamo darle forma. Espressione. Linguaggio. Diceva Fuller: "Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta". Scriviamo allora li linguaggio di una nuova famiglia dentro il nuovo mondo, dentro quella cosa che noi chiamiamo "mondodue", costruiamo tutto questo con la leggerezza propria dell'atto creativo. Stracciamo il vecchio con la fantasia. Archiviamo, una buona volta, per sempre, la sacra famiglia. Ed inauguriamo gioiosi il tempo della sagra famiglia. Ecco, è il "Natale" della sagra famiglia. Può essere una famiglia più interessante, se solo prenderemo confidenza con lei, col suo essere strana, diversa, faticosa, brillante, colorata. In fondo, la famiglia di oggi si mostra per quello che forse è sempre stata: spesso omicida, spesso suicida, spesso violenta, normalmente delirante. Prendiamo questo dono. La famiglia di questo tempo si offre a noi finalmente nuda. Scaldiamola coi nostri corpi, con la nostra vita. Godiamocela. Non è rassicurante. Ma è vera. |
