L'altro giorno mi sono fermato a San Pietro in Gu. San Pietro in Gu è un paese di confine tra Vicenza e Padova.
Padovano, altopadovano, ma sbilanciato verso Vicenza. Culturalmente e calcisticamente orientato verso Vicenza. Insomma, un paese in crisi d'identità. Non che me ne freghi tanto, di indagare l'identità guadense. Era solo per dire che ero di passaggio e dovevo pisciare. Mi serviva un bar. Per questo mi sono fermato a San Pietro in Gu. Già che c'ero, mi son detto: mi prendo un caffè. Vado al bar più vicino alla chiesa, il bar centrale. Sarò un porco, ma voglio il meglio. Sono entrato. Un locale giusto sotto il campanile. Il bar dei "campanari". Dentro, sulla destra, videopoker. Un cinese ed uno slavo che giocavano. Dietro il bancone, cinesi. E che cazzo. Ordino il caffè, sgarbato e dando del tu. Chiedo mi venga indicato il cesso. Piscio, schizzando fuori. Ma chissenefrega, che puliscano, 'sti cinesi. Vado al banco, bevo in piedi. Non male il caffè. Esco, vado a sistemare i miei affari. L'altro giorno ho chiuso un affare con un tizio proprio di San Pietro in Gu: quante coincidenze attorno ad un paese del cazzo. Mi ha detto che il bar madeinchina c'ha il caffè più buono degli altri bar madeini(ta)lly. E che è guerra tra i baristi. Che paese del cazzo. |
