Imprigionati nel cemento. Cementati.
Come un'entità che si riproduce infinite volte, un'epifania necessaria e ineluttabile, Cemento colloca le proprie emanazioni negli spazi destinati agli esseri umani. Fa costruire ponti, strade, cattedrali e li permea di sé, sottraendo voracemente terreno all'ambiente, alla natura, al territorio. Edifici destinati oramai all'unico culto possibile, quello del Costruire. Costruire per tenere in piedi un'economia in crisi, edificare per ripulire un verde pubblico e privato che è stato bollato come sporco, investire per riciclare denaro (questo sì sporco!), innalzarsi verso l'alto per dire della propria esistenza e esibire la propria forza. In una sfida lanciata alle divinità superiori, Cemento lavora incessantemente alla costruzione del proprio regno terrestre. Celando malamente il suo vero progetto. E cioè l'imposizione di un credo economico totalizzante, un universo di senso che necessita più di un atto di fede che di altro, date le pessime condizioni in cui versa. |
