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Stella stellina la cina si avvicina l’Italia traballa magari aver ‘na stalla
la pecora e l’agnello la vacca ed il vitello la chioccia coi pulcini la mamma coi bambini ma qua il lavoro manca lavorare stanca mendace è la promessa oh civiltà connessa.
C’è ancora l’ultimo bicchiere pieno di vino rosso sopra il tavolo. Non lo bevo, prima di tutto perché sento forte il bisogno di un ultimo gesto simbolico con cui pulirmi la coscienza e di un’autoassoluzione plenaria da parte dei presenti –io- prima di schiattare a letto, poi perchè sul fondo dello stesso bicchiere distinguo senza dubbio il tappo della bottiglia aperta poco prima quasi fosse stato incollato da chissà chi per chissà che scherzo idiota. Poco dopo, seguire il pezzetto di legno che risalendo rimette ordine a quelle due leggi fisiche di base che ricordo mi rilassa. Allo stesso modo del tappo viene a galla un sentimento che caratterizza i momenti di rincoglionimento autogeno, quando cerco di proiettare la mia vita non sulla famiglia o tra gli amici, non nel contingente, ma più in generale nel nostro attuale contesto sociale con tutti gli annessi del caso. Dalla torre di guardia interiore di cui tutti siamo provvisti la visuale sul mondo è quasi sempre limpida. Lassù fa freddo e tira un’aria da schiaffi ma da lì risulta ancor più chiaro un fatto: sono mesi che ci devastano i coglioni con le cronache de la “casa di montecarlo” prima, di “sarah scazzi” poi, anni che ci dicono che è necessario per la democrazia approvare la “riforma della giustizia” per il bene della nostra libertà di ladri. Sovrappongo questi fatti con le mie urgenze terrene e spirituali e la sensazione definitiva che ci sia qualcosa che non va c’è. Niente di nuovo dal fronte occidentale sia mai, è che da un po’ di tempo quando guardo allo stato del nostro paese, per uno strano gioco di libere associazioni mi viene sempre alla mente il titanic. L’orchestrina che suona, il gran ballo, le posate d’oro, i calici ricolmi. Fra i tavoli vecchi ricconi e un gran numero di puttane, sembra che povera gente non ce ne sia, tutti a far gran festa mentre la nave va a fondo. |