Un pezzo di questo paese lavora coi lombi.
Si spupazza le ragazzine di letto in letto. Prendendo la sua porca giornata anche. Beato lui, beati loro. Portare a casa carne e soldi senza lavorare. Senza timbri. Senza cartellini. Senza trattenute. Senza trattenere le voglie del ventre e quelle della pancia, a non disperdere forze per domani, per poter spingere la carriola senza spossatezza. C’è anche qualcun’altro in questo paese, che sta sul video a guardare l’altro qualcuno. E sogna il suo turno. Girando tutto, terra, pianeti, sfere e balle, girerà prima o poi, anche la maledetta ruota della sorte, a allora arriverà il nostro turno. Quando finalmente saremo noi a premere i bottoni e a sculacciare mignotte. Ai poveri cuccioli vengono somministrati quotidiani intrugli ad alto tasso di alcoolico di furboneria e sotterfugismo, da non poter fare altro che devastarne l’anima e le viscere. La strada stretta verso la felicità, quella corsia antica lastricata da generazioni e generazioni che ha sempre avuto i nomi di fatica, lavoro, onestà, parola data, responsabilità, impegno, assunzione, rendimento, sta frantumandosi sotto i cingoli del denaro. A basso costo. Basso sforzo. Basso lavoro. Bassa tassa. Tutto, in questo paese, dannazione, sta diventando basso, basso come chi sta in alto. La bassezza, epiteto notoriamente affibbiato alla “bassa Italia”, sboccia anche da noi, “giù al Nord”. Certo, diversamente travestito. Auto non ammaccate, semaforica rispettata e raccolta squisitamente differenziata. In certi cassonetti puoi condirci l’insalata. Sì, bravo Johnny. Premi il rewind, guarda la moviola. Perché ci vedrai il lavoro svenduto, calpestato. Pagamenti protratti a semestri. Ritmi bestiali, disumani. Contratti sballati, quando va bene. Assenza di contratti più spesso. Precarietà laccata col linguaggio della mobilità. Elasticità umana sulla pelle di quarantenni con figli a carico. E mutui nel sangue. Non è un paese per giovani, i vecchi se lo sono spolpato. Dovremmo tirare fuori le forche, suonare le sirene, fare la rivoluzione santoddio.. E invece. Il massimo che sogniamo è l’HD. Vabbè dai. Così vedremo a più alta definizione il rantolo. Forse, questo piccolo giornale, passamano d’intelligenza e passione, e d’ inventiva e ironia. Ecco, cose come questa, forse ridaranno prospettive di luce ad un altro volto di paese che lavora. Più sommerso del lavoro sommerso. Ma infinitamente più vero |
