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Torna la generazione del riscatto zero. Un anno fa. Un anno dopo. Cannibali.
Come dei novelli Crono (il dio greco che mangia i figli per paura che prendano il suo potere) oggi sono i figli a mangiare sé stessi, cannibali, in un ultimo disperato gesto di sopravvivenza. Una generazione che non riesce più a vedere spiragli di futuro, una generazione che annulla sé stessa per uscire da un ristagno continuo, dall'eterno ritorno del girare a vuoto. E in questa orgia di sangue e carne, si ridefiniscono i contorni di un eros che non ha più un significato chiaro e univoco: “trittico avvinghiato in un interno” potrebbe essere la didascalia, con la sofferenza del maschio che è innanzitutto vittima dei suoi ferali istinti sessuali e della femmina che contende all'altra sua pari il territorio ma allo stesso tempo ne è in qualche modo dipendente, si nutre di essa in un banchetto dal vago sapore saffico. |