Che cos’è STILELIBERO? E che cos’è MONDODUE? Il secondo è nato con il primo e per poterlo definire occorre rispondere alla prima delle due domande. E allora, che cos’è Stilelibero? Non lo sappiamo. Uno spazio di sfogo? Di racconto? È un esempio di citizen journalism? È un luogo segaiolo? Mah, forse un po’ tutte queste cose. Più ci pensiamo però, più ci risulta chiaro che, in questo primo anno di vita, Stilelibero è stato innanzitutto un motore potentissimo di energie, di entusiasmo: ha convinto persone reticenti alla scrittura e all’espressione a rompere gli indugi, ha creato relazioni tra i contributor, ha innescato riflessioni a catena, una sulle spalle dell’altra, per così dire, una piramide altissima di nani, ha –fatti i conti della serva- dato spazio a una cinquantina di neo-scrittori. Stilelibero ha fatto Mondodue. Come meglio definire quest’idea se non mostrandola all’opera? Stilelibero è un’esperienza di Mondodue, di creazione di uno spazio nuovo dove, pur con le ruvidezze, le ingenuità della spontaneità e dell’inesperienza, ha mosso coraggio, forze, ore lavoro donate gratuitamente, ispirate ad una visione nuova del mondo, dove la potenza delle idee e della collaborazione può fungere da nuova risposta alla necessità di un orizzonte. Stilelibero ha fatto Mondodue, dando vita a reti di collaborazioni: ha fatto incontrare e discutere la luce creativa di una scuola di architettura con il giornalismo spontaneo e rudimentale della propria redazione, ha fatto dialogare persone con fedi politiche diverse, ridere insieme leghisti con piddini, liberali con socialdemocratici, scoprendo che la discussione sull’idea è la vera politica -e non il gioco delle tifoserie; ha preso parte ad eventi ispirati al bisogno di novità e di condivisione del piacere del fare e dello studiare; ha prodotto videoracconti, una continuazione delle parole. Stilelibero ha giocato con le parole, ha raccontato scampoli biografici, ritagliando piccole finestre nel fitto del bosco delle informazioni, convinto che solo le storie e il giornalismo narrativo hanno il potere di trasmettere la profondità delle idee e dell’unicità della vita personale. Qualcuno leggendolo si è annoiato, qualcun altro lo ha derubricato come l’ennesimo foglietto sovversivo (mah!), qualcun altro ancora l’ha usato –che onore- come carta-da-culo. Qualcuno però si è sentito ‘chiamato’ e ce l’ha fatto sapere fornendoci un pretesto per godere di un attimo di gioia pura. Grazie a tutti i supporter e i fan! La nostra promessa è che il galletto indomito incombe...
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