Ricerca, ricerca di senso, senso da trovare nei sentimenti. Chi non trova più un senso, tradisce, ricercando un senso "altro". Chi viene tradito, si deprime. Tutti - da qualsiasi parte la si prenda - più abbandonati, tutti più soli. Parlando di ricerca (fallita), di tradimenti e depressioni, il riferimento al travaglio della vita di coppia e all'apparente perenne status single dei nostri tempi appare perlomeno d'obbligo. E ci permette forse di trovare una regola generale, una cultura diffusa, una chiave di lettura. Tanto per capire e capirsi. Una generazione non troppo lontana ha aderito al motto: “tasi e sopporta”. Forse per un forte attaccamento ai valori della tradizione, forse a causa di impedimenti esterni, o forse per entrambe le ragioni, questa è la generazione che, alternando i lunghi sospiri alle silenziose maledizioni che la scuola veneta insegna, ha saputo compiere la mission impossible della lunga vita insieme. La generazione successiva ha visto emergere una figura femminile emancipata, autonoma, oppositrice dichiarata della resistenza passiva e delle imprecazioni timidamente mimate. Una housewife che, all'interno delle mura domestiche, cominciava a sentirsi più desperate che happy, più Gabrielle Solis che Annie Camden. E nel contesto dell'angelo del focolare che inverte la rotta, la mission impossible della lunga vita insieme smetteva di essere mission e rimaneva semplicemente impossible. Infine, c'è la generazione che non abbandona l'idea della vita a-in due, soltanto la posticipa. È vero, a volte si esagera. La causa non è solo il gusto del divertimento, che in effetti dà assuefazione, responsabile è anche il desiderio di cercare una realizzazione che sia anzitutto personale. Baldi giovani ossessionati dai propri individualissimi progetti. Presi, così presi da non trovare il tempo per rispondere ad un sms, figurarsi se possono pensare al nido d'amore. Guardano oltre, cercano altrove. Sono convinti non ci sia nulla di sbagliato nel volere prima un'affermazione dell'io e solo poi quella del noi. Con la voce rotta dall'emozione, con un luccichìo agli occhi che tradisce ogni tentativo di mascherare l'orgoglio, raccontano dei loro sogni, progetti, vittorie e soddisfazioni ottenute con impegno e sacrificio. E la risposta ha l'effetto di una doccia fredda, un colpo secco alla nuca che priva di ogni possibilità di replica: "...VA BEN GO CAPÌO... NOVITA'?".
Dedicato a Eleonora, Concetta e Stefano, miei ispiratori e consiglieri
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