Quando Frodo partì dalla Contea, il suo cammino era spinto da molte ragioni. Partiva per paura, innanzitutto: dell’oscurità che nella terra di Mordor si stava rafforzando ed espandendo, dei cavalieri neri che inseguivano e minacciavano chiunque fosse in possesso dell’anello, di quello che poteva capitare a lui e a tutti gli altri hobbit della contea. Partiva per inquietudine: la vita sedentaria e tranquilla al villaggio, per quanto avesse degli aspetti positivi –soprattutto legati alla possibilità di partecipare a banchetti ricchi e divertenti o di passare le giornate girovagando per gli angoli più belli e incontaminati- era spesso molto noiosa e lo lasciava sempre leggermente insoddisfatto. Inoltre partiva per curiosità: voleva vedere dove il Fato lo avrebbe portato e poi la Via dove tutte le vie confluiscono. Partiva per amore: desiderava fortemente ritrovare suo cugino Bilbo, ovunque fosse andato, e riabbracciarlo, lui suo unico e vero padre. Partiva anche perchè si fidava delle indicazioni dello stregone: Gandalf non poteva avere cattive intenzioni, era sempre stato giudicato dagli Hobbit un essere strano e da cui stare -per quanto possibile- lontani ma lui sapeva che era affidabile e saggio e ora lo stregone lo stava spingendo a partire. Partiva infine incontro all’oscuro, al nemico, diretto nelle terre dove la sua forza traeva origine. Frodo sono io. E tu. Ogni viaggio è una discesa agli inferi. Si potrebbe quasi dire che la discesa agli inferi sia necessaria per poter vivere nella superficie delle terre e all’aria aperta con la serenità nell’animo. L’Ade, per il solo fatto di esistere, chiede di essere conosciuto. Ogni ricerca, purtroppo, è un movimento di attraversamento dell’oscurità e nell’oscurità c’è sempre la possibilità di perdersi, di smarrire la strada. L’oscurità poi ha l’enorme potere di essere spaventosa, di produrre Paura. Per poterla affrontare si ha bisogno di una guida, di un Virgilio. L’esistenza, per poter diventare autentica, ha bisogno di un lavoro di ricerca molto faticoso, assiduo, continuo e lungo che non può non muovere verso ciò che primariamente fa paura. In questi giorni, tanti si sentono smarriti, sfiduciati, impauriti e avanzano con una sotterranea e insidiosa sensazione di avere un cielo plumbeo sopra la testa e l’orizzonte chiuso da un muro di nubi nere. Solo male guardando avanti. Come fare a vincere la Paura? Chi è in grado di fare da guida? Chi è il nostro Gandalf, il nostro Virgilio? Il potere oscuro appare essere giunto ovunque, avere intaccato i nostri luoghi. ‘E’ arrivato, è qui, non c’è via di fuga’. E di leader, di guide che ci aiutino ad affrontarlo se ne vedono poche in giro. Purtroppo, viene anche difficile immaginare di vederne qualcuna a breve. La Paura al momento è la nostra Regina, la Regina più forte. Ma che forma ha questa regina? Dove dimora? Chi l’ha vista o l’ha toccata? Chi l’ha sentita parlare? Chi sa dirmi le sue parole, almeno il suo aspetto? ‘Maestro, ho paura’ –disse il discepolo. ‘Mostrami la paura’- disse il Maestro e, subito, il discepolo fu illuminato.
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