Viviamo dentro un eterno presente, abitiamo la "presentizzazione del tempo". Che vuol dire? Concediamoci alcune righe di depressione, prometto psicofarmaci a metà del discorso. La presentizzazione del tempo sta a significare che il passato non è narrazione, non è racconto, non è carne, non è vita che si impasta ad altra vita. Il passato è qualcosa di edulcorato, sbiadito, insipido. Ma il tema, il tema vero, il tema radicale di questo tempo, non riguarda il passato. Il passato lo lasciamo ad altri. Il tema vero riguarda il futuro. Il futuro non è più qualcosa da plasmare, qualcosa verso cui andare; il futuro non è più progetto, costruzione, creazione. Il futuro ci viene addosso, ci capita addosso. Non esiste. C'è solo il presente. Il futuro viene, per inerzia. Per il moto della terra e dei pianeti. Così. Settembre è un tempo schifoso. Si riprende. Si cerca di ritrovarsi, di risentirsi a posto. Al lavoro, negli affetti, nella politica, nella vita. Qualcuno non ce la fa. Anche quest'anno, a settembre, i suicidi esplodono. Si fa i conti con la vita, si sente fatica, pesantezza. Si va a ramengo. Settembre è il mese che STILELIBERO dedica alla ricerca. Ne parliamo con la malinconica speranza del naufrago e del sopravvissuto. La ricerca passa, come filo rosso, in diversi pezzi. Ricerca di qualcosa, di qualcuno. Ricerca come moto perenne dello spirito, quello spirito che si muove perchè intuisce "possibilità" di futuro. E non vuole presentizzarsi, assuefarsi di presente, ingrigirsi di presente. Dicevamo, mesi fa, che era necessaria una "nuova resistenza". Torniamo sempre più indietro, sempre di più. A cercare nel passato quel futuro al quale vorremo assomigliare. Nuovo rinascimento, dunque: perchè è tempo di ricostruire. Di intrecciare una rete diversa, più generosa. Una rete che prenda atto di un fatto: non si può protestare contro nessuno. Non prendiamocela più con lo Stato, con il Mondo, con i Vecchi. Smettiamo il livore. Il Sistema è vecchio, ha il ventilatore polmonare, è un morto che cammina. Lasciamo che i morti seppelliscano i loro morti nell'eterno (riposo) presente. Noi andiamo a cercare il Futuro. Immaginiamo corti rinascimentali, fatte di fantasia, immaginazione, entusiasmo. Fatte di leggerezza, quella leggerezza che ci droga l'anima, dopo un passato-presente così pesante, così fardello. Liberi, il 24 settembre facciamoci un giro a Venezia. C'è un'oasi che cerca il nuovo rinascimento.
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