Ce la raccontiamo, noi donne. Ce la raccontiamo che a par quasi vera. Lo conosciamo in un locale, durante una serata con le amiche. Si avvicina, attacca bottone con una scusa più o meno banale, ma, alla fine, a noi fa piacere che tra tutte la sua scelta ricada proprio su di noi. Beviamo qualcosa insieme, e tra una risata e l’altra, dopo una serie di occhiatine maliziose, prima di salutarci, gli lasciamo il nostro numero di telefono. Da quel momento, inizia l’agonia del “mi chiamerà”?. I giorni successivi scorrono nella più apparente normalità. Al lavoro sembriamo attente e professionali, ma il nostro sguardo finisce sul display del cellulare a cadenza regolare di una volta ogni trenta secondi. All’università ci prepariamo alla lezione armate di block notes e biro, ma i nostri occhi non smettono di fissare il muro, quasi su quelle pareti fossero scritte le domande e le risposte dell’esame. E ogni volta che lo sentiamo squillare, ci fiondiamo sul nostro touch screen come lupe su lepri, affamate di un appuntamento che sembra non arrivare mai. Tutto ciò, 12 o 13 ore al massimo dopo averlo conosciuto. E quando la suoneria spezza il silenzio, rispondiamo convinte sia la mamma che ci chiede se abbiamo mangiato, invece..Mascheriamo le farfalle allo stomaco con una voce quasi stupita, fingiamo di non afferrare bene chi ci sia dall’altra parte e accettiamo l’invito come se fosse la sola alternativa ad una noiosa serata sul divano col gatto. E tutto procede alla grande. Le uscite si accumulano, il cellulare squilla spesso, lui manifesta entusiasmo, è dolce e presente per settimane fino a quando, all’improvviso, scompare. Non una telefonata, non un invito, sms evasivi. Panico. Riunione urgente con le amiche quella sera stessa. “È spaventato, fa così perché si è accorto che gli piaci, ma ha paura di soffrire”. “Probabilmente è rimasto scottato in passato e adesso vuole andarci piano, non vuole bruciare le tappe”. “Ti sta mettendo alla prova, vuole vedere come ti comporti tu con lui, vuole misurare il tuo interesse”. “Tranquilla, se la sta solo tirando un po’”. Sollevate e ancora piene di fiducia, nell’avviarci verso le scale, urtiamo accidentalmente contro il mobiletto dei dvd. Ne cade uno. Da dove spunta sto film? “La verità è che non gli piaci abbastanza”. |
