Da merda a poesia. Vale proprio la pena di dirlo. San Salvario - per molto tempo quartiere di degrado, marginalità e insicurezza - è diventato da alcuni decenni simbolo della Torino multietnica. Ci troviamo con Ilda all'aiuola Donatello davanti alla Chiesa. Una luce calda illumina un albero e due sedie con un tavolo al centro. Sembra di essere dentro un Magritte, invece siamo solo davanti ai bagni pubblici. Si, c'è scritto proprio così sul tabellone sopra la porta d'ingresso: "bagni pubblici". Oggi, quel palazzo, grazie al lavoro di persone come Ilda, è diventato la casa del quartiere di San Salvario. E' vivace la vita dentro quei bagni. La merda nel tempo è diventata poesia, una poesia senza regole, non ci sono strofe né rime. Caos totale: coworking, vino piemontese, bambini che inciampano, una terrazza, voci, pianti, parole che inseguono altre parole. Lì dentro è difficile incasellare e confinare i concetti : politica, vita, immigrazione, integrazione. Tutto si confonde e si genera nello stesso tempo. La concretezza del "luogo" fa saltare in aria tutto. I dibattiti ascoltati fino a quel momento, alla fine, diventano vecchi. Morti. Il velo, quante ne abbiamo sentite sul velo. Ognuno aveva qualcosa da dire. Il velo è moda, religione, scelta, imposizione.Il velo è simbolo. Il velo attrae gli sguardi dei passanti mentre, davanti al Santo, intervistiamo Karima. Dentro di noi suscita una curiosità morbosa, trattenuta dal pudore. Perché, dicci il motivo di questa scelta, dai, dicci che sei stata costretta. Magari con la forza. Niente di tutto questo. Ha scelto consapevole due anni fa di indossarlo. Il padre, sorpreso, l'ha guardata strana. Bisogna raccontarla la vita di uomini e donne non illustri. I nuovi veneti vengono da lontano. Ci fa paura quel dialetto così storpiato che sembra di un altro mondo. Ma balbettano sempre meno i nostri barbari. Ormai sono qui: studiano, producono, lavorano. Pochi di noi però si sono fermati qualche minuto per ascoltare le loro storie. Cosa sappiamo di loro? Poco o nulla. Faruk, per esempio, è arrivato a Padova con la pioggia. Grande pioggia. E non se ne è più voluto andare. |
