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Facendo il rilevatore del censimento ISTAT ho sentito spesso mormorare a riguardo di un certo Italo, popolarissimo vecchio [ma ancora vivo] esperto d'arte e industriale, il quale non ho ancora capito bene in che zona abbia dimora. La sua figura mi ha subito incuriosito, per cui ho iniziato a fare qualche ricerca personale.
In alcuni carteggi polverosi ho scovato che egli è figlio di un nobile sardo e di una scapestrata italo/argentina. Appena nato, il nobile padre morì, così, vista la madre che si trovava, dovette trascorrere gran parte della sua infanzia tra vari amici aristocratici del padre i quali, a turno, tentavano di risollevare le loro condizioni economiche, e di trovare una casa ai due. La situazione economica si risolse in breve tempo, la casa fu un problema più arduo: non si trovarono case adatte, erano troppo piccole, si necessitavano sempre nuovi pezzi. Fortunatamente intervenne un filantropo, non si capisce se polacco o tedesco, di quelle parti comunque, che trovò una comoda posizione a Italo, larga e spaziosa. Un prete locale addirittura donò gli arredamenti interni! [frattempo la madre era morta, si dice per un male ad una gamba]
Ormai Italo era in piena adolescenza, e, ardito e tenace come solo un adolescente può essere, iniziò a farsi strada al liceo. Il giovane però non dava i frutti sperati, prendeva sempre brutti voti, soprattutto in Colonizzazione: riusciva a ottenere risultati sufficienti solo in Bonifica. Però arrivava sempre in orario!
Con il suo forte carattere riuscì ben presto a conquistare il cuore di una giovane rampolla tedesca, figlia di un industriale dell'acciaio e di una banchiera estera. Fu amore a prima vista, e quando lei ereditò dal padre la prestigiosa azienda [specializzata in settore bellico] subito egli venne messo nel quadro dirigenziale. [si vocifera che avesse pure un'amante giapponese, amica della compagna. Chiacchiere.]
Purtroppo non era un buon dirigente, anzi, e quando una cordata di azionisti europei e americani si spartirono l'azienda della compagna egli rimase in braghe di tela.
Fortunatamente questi azionisti videro che nonostante tutto egli cercò con tutte le sue forze di rimediare agli errori commessi dall'ardore di gioventù, e gli diedero in premio una piccola azienda da gestire. Una azienda a prova di fallimento: i principali investitori sarebbero stati proprio gli azionisti americani, volendo contrastare una cordata di imprenditori dell'est.
Nonostante alcuni tentativi dall'est di entrare nel quadro direzionale dell'azienda tutto filò liscio per molti anni, l'azienda crebbe, Italo divenne il migliore amico del prete, oltre che sempre più grasso e ricco.
Qualche problema iniziò a crearsi allorché due sue amanti, una rossa e una mora, iniziarono a scontrarsi su chi dovesse avere accesso all'amore dell'uomo. Gli scontri furono molto accesi e violenti, si arrivò addirittura a mettere dei petardi nella preziosa collezione di trenini di Italo [non si scoprì mai di chi fu la colpa], finché la rossa venne arrestata e la mora si perse nella sua follia, facendosi viva ogni tanto [ormai è una vecchia bacucca che fa qualche comparsa in televisione. Suo figlio ora si dice sia passato dal giocare come ala destra a giocare come centro in terza squadra].
Purtroppo però la vita era troppo rose e fiori affinché durasse: Italo venne coinvolto in uno scandalo tremendo, riguardante alcune tangenti all'interno dello smercio di garofani da lui acquistato tempo addietro. Venne inoltre tradito dall'amico prete, che fu scovato a rubare a man bassa non solo dalle offerte della chiesa ma pure dalla cassaforte personale di Italo assieme al direttore dello smercio [Italo si fidava talmente tanto di loro che li munì di copia personale della chiave].
Lo scandalo fu così grande che l'azienda fu sull'orlo del fallimento. Fortunatamente entrò in gioco Il Grande Imprenditore, che aiutò Italo e rifece daccapo l'azienda. Gli affari sembravano ancora andare bene, per Il Grande Imprenditore tutto filava liscio come l'olio e non c'erano intoppi, a parte qualche pezzo di mortadella nei macchinari e qualche barca a vela di troppo, ma nulla di cui preoccuparsi.
Ma Italo ormai era stanco. Italo era vecchio, provato dal lungo altalenarsi degli eventi, e iniziò a sperperare le sue ricchezze in donne e alcool, fino ad ammalarsi il fegato. Gravemente colpito dalla cirrosi imperterrito Italo continuava a bere e frequentare donnacce di dubbio gusto, alle quali prometteva posti da impiegata o di dirigente di nuovi settori della sua azienda [insomma, a ognuna ciò che si merita!], finché il buco nel bilancio fu così grave da allarmare tutti i suoi colleghi industriali, i quali hanno molteplici interessi economici nell'investire sull'azienda di Italo. [E poi Italo è uno di compagnia, esce sempre quando glielo chiedi, anzi, tra di noi industriali fu uno dei fondatori della compagnia, figuriamoci! Che non faccia la fine di quello stronzo greco, per carità].
Il Grande Imprenditore purtroppo viaggia nella stessa situazione [certi locali li conosce solo lui eh...], e, come caldamente consigliato dai colleghi di Italo, si dimette dal quadro dirigenziale.
Ora il destino di Italo è molto incerto, non si sa cosa succederà. Intanto Il Grande Imprenditore sembra voglia mettere al suo posto suo figlio, ma vedremo.
Italo, comunque, nel fine settimana, appena Il Grande Imprenditore se andrà, andrà a consultazione da un grande medico Napoletano, e lì si vedrà come curare la sua salute. Si vocifera di una località in mezzo ai Monti, vedremo pure lì. |