7 - luglio 2010 - DIO CALCIO


Sebastiano Rizzardi
L'ultima religione
di Sebastiano Rizzardi

Tutto il mondo parla di calcio e anche noi parliamo di calcio, e vadano a farsi benedire - al sacro altare del pallone - tutti i rompicazzo schizzinosi e variamente assortiti che non fanno che pontificare sul "ci sono i mondiali, basta parlare solo dei mondiali", "ci sono i mondiali, esco la sera, vado a teatro e a passeggiare per la città". La sentenza per voi è scritta, antipallonari borghesi: ancora pochi mesi.

 
STILELIBERO
I mondiali ogni quattro anni, il tuo ciclo una volta al mese
di Rebecca Frasson

Le paure delle donne hanno la stessa fenomenologia di una gravidanza.

 
Luigi Villanova
Dio in campo, altro che baldacchino del Corpus Domini
di Luigi Villanova

Adorava la sfera. Come i passaggi veloci delle dita sul braccio della chitarra. Palla e corde. Preti così non se ne piazzavano tanti sul mercato, e conoscerlo qualche giorno dopo aver varcato le porte del grande casermone del seminario, era per me come andare più su, sopra il blu.

 
STILELIBERO
Sono precaria: Maradona, fammi fare il Master
di Eva Alvino

Basta. Basta precariato che uccide, basta lavorare e non riuscire a risparmiare, baste inseguire un desiderio ardentemente e non avere i soldi per finanziarlo. Ho detto basta e ho iniziato a cercare una via per racimolare, in tempi brevi, i soldi per fare un master.

 
Alberto Scapin
Numeri ma senza fisico Bravo ma non si applica
di Alberto Scapin
“Signora, suo figlio è bravo ma non si applica”. Parole che non uscivano dalla bocca dell'insegnante di matematica ma del Mister col baffo, allenatore della squadra giovanile di pallone. Il calcio è un fatto di episodi.
 
STILELIBERO
L'emancipazione del rutto libero
di Sofia Assirelli

“Che ne diresti di scrivere qualcosa sui Mondiali?”. Argh, i Mondiali, me ne ero dimenticata. Googlizzo furiosamente "Mondiali 2010" e mi aggiorno su date, orari delle partite e più o meno chi giocherà con la maglia azzurra. Doppio Argh, la prima partita è proprio stasera.

 
Filippo Pavan
Dal pallone al bastone nel culo
di Filippo Pavan

Scrivo queste righe mentre i calciatori slovacchi fanno festa sotto la curva e gli azzurri, in lacrime (neanche tanto, un po' Quagliarella, gli altri sono anaffettivi), abbandonano il campo.

 
Paolo Tognon
Quel rigore non è mai esistito
di Paolo Tognon
A quanti – nei giorni del Dio calcio – è venuto in mente Nino, le sue scarpette di gomma e quella paura senza età di calciare un rigore.
 
Gualtiero Rossi
Desso te poi anca darghe de tajo
di Gualtiero Rossi

L’aguaso inumidiva le loro schiene stese sull’erba. L’emozione del dopo partita indugiava ancora nei loro animi. Producendo reazioni ineleganti, quasi volgari. Erano distesi a testa in su sul tappeto morbido del campo da calcio del paese, ben oltre dopo mezzanotte.

 
STILELIBERO
Africa, esisterai dopo il calcio?
di Marta Righetto

Provo a scrivere con quello che sono i miei 18 anni. Senza retorica. Così. Mettendo in fila parole semplici. Istinto e immediatezza. Non voglio elaborare. Ho voglia di cose chiare. Limpide.

 
Porsèo Libero
Se i mari fosse de tocio
di Porsèo Libero

"Se i mari fusse de tocio - tarirà tariràrà - e i monti fusse de poenta - tarirà tariràrà - seto che gran tociade - tarirà tariràrà - de poenta e bacaeà".

 
Stefano Andrian
Nordafricani e balcanici, brentaroi e danubiani: me li godo sotto casa, io, i Mondiali
di Stefano Andrian

Bum. Tump. Tump. Bum.

Comincia con una pallonata, due rimbalzi ed un tiro al volo.

 


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