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E dire che un po’pensavo che i sordomuti parlanti fossero roba da ameni episodietti evangelici per vecchiette sgrana rosari e moccoloso bocchiame di prima confessione.
Quella massa di mutanti biblici che assieme a lebbrosi rinfrescati e orbi che rivedono, popolano il nostro subconscio parrocchiale. Quando si andava a catechismo forse più per comprarci il lecca lecca che ad imparare i comandamenti. La maestra Gina era convinta dei comandamenti: noi lo eravamo di più del lecca lecca. Invece no. Parrebbe che i miracoli avvengano sul serio. Vedi? Mai scherzare coi santi. Sant’Antonio avrà riaperto bottega, forse preoccupato della concorrenza di padre Pio; quello sì che fa fare affari: chiese, ristoranti, gadgets.. Altro che cuoricini ex voto sulle pareti. Allora.. il Santo colpisce ancora! E con una zampata da leone: olé, che ti faccio parlare il sordomuto! Addirittura urlare insieme tanti sordomuti! È successo pochi giorni fa in via Cottolengo nel quartiere San Carlo a Padova: delle famiglie confinanti con l’istituto Magarotto hanno inoltrato una denuncia alla Procura della Repubblica per il vociare alto (!) e gli schiamazzi (!!) dei ragazzi ospiti del convitto per sordi (muti). Eccezionale veramente sant’Antonio! Colpo da maestro. Però davvero non va bene proprio niente: ci danno fastidio anche i miracoli! Ma come, cari vicini dell’isolato: i poverini adesso stanno bene e li denunciate perché parlano alto! Scusate.. almeno siete corsi giù a vedere il prodigio tipo scena da film ambientazione Napoli: la comare che corre in strada e urla ai quattro venti con tutto il pathos mediterraneo: “San Gennà, miracolo me facisti!!”. Dico, avete almeno suonato il campanello del portone a fianco? Solo per accertarvi magari, che ne so, per poi poterlo dire alla TV.. No, perché se alle grida ripetute avete sbottato con un “che rottura di palle ‘sti sordomuti che sberegano”, beh è un po’ tristina, eh? Abbastanza squalliduccia, o no? Mi vien da dire che siamo alla frutta. Se adesso ci dà fastidio il muto che ci parla dietro casa ad alta voce (!), cosa faremo se incrociamo il tetraplegico per le scale? Gli spacchiamo le ossa? La tristezza diventa assurdo. Sant’Antonio, se sei stato tu, ti prego: non far più parlare i sordomuti. Attrezzati per altro tipo di miracoli, va’. |