Non c'è l'ha fatta neppure Obama, che sembrava il Messia. E allora forse è davvero finito il tempo delle leadership "verticali" (ah, il mio leader, che mito, mi indica la via, poi faccio quel cazzo che mi pare, ma lui mi indica la via) e dobbiamo passare a leadership "orizzontali" (tutte da definire, ma qualcosa di alternativo al fallimento degli uomini-soli-al-comando-di-niente, grigi notai del turbocapitalismofinanzario, dobbiamo pur inventarcelo). Intanto, liberiamoci dalla "necessità" del Messia. Siamo secolarizzati, suvvia, non c'è più nessun profeta e maestro. Ci sono maestri collettivi, in rete. Ci sono contenuti, idee. Ci sono leadership orizzontali. A queste vale la pena credere. E poi, con meccanismi di democrazia, qualcuno sarà riferimento, rappresentante. E magari saprà emozionarci di emozioni facili e momentanee. Ma quel rappresentante - sta qui la svolta culturale - non è nulla senza i rappresentati. Nulla. E la rete - intesa come intreccio potente di idee e contenuti - deve rimanere sempre calda o - per dirla con Heidegger - "appassionata ed incessante". Perchè solo così ci traghetteremo verso un nuovo umanesimo. Che vuol dire "un'esistenza un po' più giusta e un po' più felice per tutti". Sono cose da fare "insieme". Dall'Io al Noi. Applaudire uno ad un comizio, ad un convegno, sarà anche bello, e naturale, ma cosa ho fatto? Ho ascoltato. Ho portato dentro. Mi sono "arricchito". E poi? |
