Merda. Io, il porseo delle certezze, sono confuso, molto confuso. Mi sono esposto troppo, sono bombardato di informazioni, ipertrofia di fatti-notizie-scandali-pseudo scandali. Io ingurgito tutto, sono l'onnivoro per eccellenza, ma sto andando fuori di testa, non distinguo più l'interno dall'esterno, non capisco se è più mas-cio l'interno o l'esterno, passo ore in terapia, vedo tùrbio, sento che sto perdendo la mia onta identità, la sto stravolgendo. A volto mi par d'essere - che cazzo ne so - un "pavone". Ma così non va, così perdo il mio senso, la mia frizione con la realtà, perdo di contatto, di praticità. Pensavo di aver raggiunto l'apice, di essere arrivato, e invece sento che tutto è fragile, si stanno sgretolando le basi costruite in tanti anni di lerciume porchi e eresie. Ne verrò fuori. Devo ripartire dai fondamentali. Dalla mia porca essenza. Dal mio fiuto e dall'istinto. Non voglio più saperne di "vedere", di navigare "a vista". Ora guardo a terra. Annuso. Non me resta che "snasare". Esco dalla mia stalla, esco dal circuito stordente delle altrui narrazioni. Che vadano a farsi fottere. Io c'ho il mio fiuto, il mio istinto. Io ascolto la mia porca animalità. Questa è la mia verità. P.S.: avevo lanciato la battaglia per Venezia olimpica 2020. Ovviamente, il Coni ha scelto Roma. Mi limito ad osservare semplicemente questo: "el Veneto a ciapa sempre in tel cueo". Una considerazione che faccio a margine di attente valutazioni, ponderate attraverso un'equilibrata analisi dei fatti, filtrati dalla mia nota moderazione.
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