In certi momenti servirebbe la musica adatta. Quel sabato di maggio, alzata la coppa al cielo e messa l'auto in strada verso la città più vicina -si va per strombazzare in piazza-, mentre andavamo coi finestrini abbassati per il caldo indotto dalla tensione della partita, ci siamo trovati senza musica. E se canti una canzone, Mou? Le lacrime dell'allenatore e dei giocatori, gli abbracci affettuosi col presidente, lo sciogliersi di un'attesa durata oltre quarant'anni. La vittoria netta, pulita, esemplare di una squadra cosmopolita, internazionale davvero, timbrata nel finale dall'ingresso dell'unico italiano, quel Materazzi tanto bistrattato quanto intrattabile, campione del mondo e leader morale dello spogliatoio nerazzurro. “Zero tituli”, “Triplete”, “Non sono un pirla”, quel gestaccio con mani che mimano manette. Mourinho, figura di allenatore destabilizzante per il calcio italiano. Capace di esprimere idee, di imporre concetti, di provocare i mass-media. E geniale, sia come sportivo, sia come comunicatore. Memorabile l'intervista da sdraiato, in pullman, dopo la conquista dello scudetto. E se canti una canzone, Mou. Siamo giunti nel frattempo alla piazza. Che già risuona di canti e trombe e musica e rumori artigianali. L'atmosfera si riscalda, è festa vera. Interisti padani accanto a cinesi “intelisti”, le strisce verticali delle magliette confondono, rendono tutti un poco più uguali. Rispuntano ragazzi e ragazze, giovani, quelli che non si vedono se non in tivù, quando qualcosa non va. Ci riprendiamo gli spazi comuni, blocchiamo il traffico, togliamo la piazza alle auto, facciamo rumore, una volta tanto. Si festeggia fino a tardi, negli occhi ancora quelle due splendide perle firmate Milito, eroe mite della grande finale. Un pensiero va anche al capitano Zanetti, cuore e anima di questa squadra, più italiano di un italiano, lui che viene dal Sudamerica. Le polemiche sul dopo le lasciamo agli altri, materia per giornalisti, procuratori e avvocati. Ci godiamo la Triplete, che è tre volte vera. Un capolavoro. Tutto. Questa è l'Inter, questo è un pezzo di Italia. Sullo sfondo le mura medievali che sonnecchiano e lo sguardo vigile ma comprensivo del Giorgione.
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