Non ha più senso parlare, dire, fare.
Se i tre mondi non si parlano, è come se fossimo senza aria, condannati al silenzio per il non-senso di ogni parlare-dire-fare. La fenomenologia dello spirito porco mi insegna che tre mondi determinano i nostri destini, idee, modi di vivere: il mondo politico, quello economico e quello sociale. Il mondo politico è fuori dal mondo, quello economico è in preda continua al principio del metterselo in culo a vicenda e alla fine la vince sempre il pesce più grosso e più ricco, e i ricchi son sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, ed infine c'è il mondo sociale, il mondo delle relazioni, e qua mi pare che tutto sia andato a puttane, crepuscolo degli idoli e dei valori, nichilismo avverato, bla bla bla. Ho visto che anche Zygmunt Bauman è d'accordo con me: «Il cittadino ha perso fiducia nello Stato non potendo questo più fare granché per soddisfare le richieste che gli provengono: mentre 60 anni fa il potere era nelle mani della politica, e la politica poteva dettare le regole, ora tra potere e politica c'è un netto smarcamento. La politica è rimasta ferma, mentre il potere è volato nel cyberspazio, o comunque al di fuori di ogni spazio nazionale». Ma cosa volete che me ne faccia della mia ragione? Del fatto che ci azzecco e Bauman concorda con me? Ricostruiremo sì, ricostruiremo. Ma ricostruiremo da un humus secco, poco fertile. Sono un porsèo depresso. Meio che tasa. |
