Vuoi che la piccola Sailor Moon prenda a calci il tuo matrimonio. Magari con un amore clandestino.
Appuntamenti poco casuali in alberghi di provincia e città viste solo da una finestra. I piedi nudi sulla moquette sporca. Carta da parati ed un uovo a colazione. Un “non torno per cena” fra i messaggi inviati. Sangue che cola e sporca, che la fame non ha tempo di aspettare i giorni puliti del calendario. Tua moglie a casa, che non sa se questa volta aspetta un figlio. La valigia disfatta a metà dopo che ieri siete tornati dalla Spagna e lei stringe tra le gambe tre capocchie di spillo, il braccio ancora gonfio per la flebo, l’ansia di organizzare appuntamenti al buio tra due gameti in una provetta . E non è colpa nemmeno di tua moglie se a quarant’anni hai incontrato Sailor Moon. Se è ancora bella e tu non te ne accorgi. Non è nemmeno colpa sua se hai sbagliato i tempi. Se l’hai incontrato solo qualche mese fa il tuo amore bambina con la bocca piena di rum come un cioccolatino. Con il cuore a pezzi per l’unico uomo che ama e non la vuole, e un grembo giovane dove appoggiare la testa, le tue lacrime di uomo e non di padre, e la tua stanchezza. Vuoi che Sailor Moon faccia saltare in aria la tua casa, il mutuo trentennale, la fede che porti mentre conduci i bottoni fuori dalle asole della sua camicetta. Ma Sailor Moon stanotte ha sognato tua moglie. Partoriva sulla Costa Brava una bottiglia di vetro. Rotolava nel mare. Arrivava ad attraversare il Tirreno che dici sempre ti toglie il respiro, e giungeva a riva. Dentro c’era tuo figlio. Sailor Moon si è svegliata e le erano arrivate le mestruazioni. Il sangue è rigurgitato sulle lenzuola. E’ colato tra le tue gambe. Il sangue quando inizia ad uscire brucia, gli uomini questo non lo sanno. Ti ha lasciato dormire, mentre chiudeva la porta della stanza. |
