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Sporchiamoci le mani. L’azienda dove vendo i miei servigi sta affondando, strozzata dai debiti, dai consulenti e dai rumors… come il mio paese.
Il mio capo si è preso tre settimane di stop estivo, è in India, dividendo la sua vacanza tra meditazione zen e la ricerca della scuola media dove mandare il figlio dodicenne. Già, la Francia è anche quest : hai un figlio che è cresciuto tra Budapest, Seul e il sud della Francia? Rischi che il pargolo voglia seguire il suo maestro spirituale e ti chieda di iscriverlo ad una scuola media in India… Ma da buon manager controlla le mail ogni giorno, prendendosi pure la libertà di dire che tutto va bene, che non ci dobbiamo preoccupare, che essendo appena nati non ci possono sopprimere, ignaro che la crema della consulenza mondiale ha già sentenziato che il bambino è da buttare, assieme all’acqua sporca. M. Berlusconi est obligé de sortir de son silence. In prima pagina lo hai esortato ad uscire dal suo silenzio: eccoti servito caro Le Monde. Siccome aveva tante robe da dire, ha aspettato che i mercati fossero chiusi, forse pensava che non riaprissero fino a metà settembre, come il parlamento. Ma i contenuti del suo discorso sono stati così pregnanti che la gente gli ha creduto. Ha cominciato a vendere, così da liberarsi delle azioni il prima possibile e andare in ferie tranquilla. Meglio perdere 10 adesso che non vedere i 90 mai più: perché la famigerata speculazione internazionale, questo impavido cacciatore che vuole affossare l’Italia, altro non è che… noi, i nostri risparmi, i nostri soldi nei fondi pensione, che a quelle parole, non potevamo che rispondere così: niente contenuti, niente programmi, si deve vendere! Sporchiamoci le mani! 1 milione i visitatori della fiera agricola (Rural, 125ma edizione) argentina quest’anno. In mostra maiali, vacche (la vincitrice Lita, una Hereford da 830 Kg), cincillà (che centrano ?), cavalli, polli, conigli. L’Argentina ne è uscita rimboccandosi le mani, tornando alla terra, probabile che conoscano il De André dei diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori… E tra l’agricoltura e la finanza non è difficile capire dove sta un potenziale campo fiorito ! Senza barare. Perché la vacca mangia l’erba, il pollo il grano e i cincillà non so. Sporchiamocele queste mani che puzzano di plastica di tasti da tastiera.
Rinascita. Io non so voi, ma io mi sento ad un bivio, non solo personale, ma generazionale, mi azzarderei di dire epocale. Ho da sempre vissuto in Europa, oltremodo detto Vecchio Continente, all’Università ho fatto il vecchio ordinamento, il centro giovanile della mia adolescenza ha una netta maggioranza di vecchi, il mio stipendio è paragonabile a quello di un vecchio. Insomma, posso o non posso dire che mi sento accerchiato? Sono io stesso un vecchio? Sì, lo sono. Ma sono un vecchio eccitato all’idea di essere vecchio tra finti giovani. Le mie rughe me le tengo e ti sorrido, caro lampadato e tinto che mi sgasi sottocasa con il tuo cayenne, degno rappresentante del neoboarismo.
Io penso che non ci salveremo. Mio padre pensa ancora che è un diritto andare in pensione a 60 anni, io penso che il mio diritto di andare in pensione sarà quando questa non graverà sulle tasche dei mie figli. Bisogna essere in equilibrio, e il politico che voterò la prossima volta dovrà essere franco con me, le promesse non le voglio, voglio un’analisi fidata della situazione. E se servirà in pensione non ci andrò, in fondo io di guerre non ne ho fatte, e la mancata pensione mi sembra un equo contributo alla rinascita di un paese. Risparmierò, vivrò al minimo, andrò più lentamente.
La crisi Abbiamo soluzioni vecchie di 80 anni a crisi modernissime. Se il barista non ti fa ancora lo scontrino è perché tu non ti sei imposto di chiederglielo, la colpa è tua, non sua. Se il debito non cala è perché anche il nostro rappresentante più vicino e popolare (forse sarebbe meglio dire populista) non rinuncia a due stipendi pubblici, quello suo da parlamentare e quello della moglie da direttrice di un ente locale. Non è colpa loro, ma anche noi tra l’incertezza di anni di contratti a progetto e una posizione stabile e garantita, avremmo optato, lottato per la prima. O no? Se le Spectre della speculazione ci colpisce è perché siamo un paese incredibile, e non perché siamo estremamente belli, ma perché abbiamo perso quel minimo di credibilità che serve per prolungare un debito come il nostro.
La guerra è vicina. Se la storia si ripete nei prossimi 5 anni saremo in guerra. I miei coetanei del 700 lo erano per via di Napoleone, quelli dell’800 entrarono in guerra nel 1915. L’ONU ci salverà da questo fratricidio (già perché per me un tedesco e un francese sono veramente fratelli, ci bevo fiumi di birra e vino assieme!), ma l’agonia sarà lunga. In fin dei conti basterebbe un pazzo che attizzasse le braci del sempre latente nazionalismo tedesco (uber alles - sopra tutti - nel loro ex inno nazionale) e questi smettono di comprare i nostri debiti… a ragione. |