Abbiamo raccolto alcuni frammenti del viaggio in Germania di Alberto, Andrea Cavaliere e Miriam Di Domizio. Frammenti del festival cinematografico, frammenti che non c'azzeccano nulla col festival, frammenti di vita.
Il cielo è libero sopra Berlino.
Self Made Festival. Una bicicletta che traina un carretto, un amplificatore e due casse, una scala, due libri per lo spessore, un laptop e un proiettore! Il lavoro maggiore sta nel trovare una parete bianca dove proiettare... Io non ci avrei creduto se non lo avessi visto: è il Neukölln Short-Film Festival a Berlino!
Andrea Cavaliere
Usciti dall'ostello, centro storico di Norimberga, svoltiamo a destra e ci ritroviamo nel Red Light District, con tanto di cartello "Vietato l'ingresso ai minori di 18 anni" e "Vietato fotografare". Alle finestre, dietro le vetrine, esimie professioniste del sesso: giovani, vecchie, magre, grasse. Sono le 10 del mattino e, nonostante l'ora, si lavora. Un istante e compare una volante della polizia, a passo d'uomo. Si accerta che le professioniste del sesso non abbiano noie dagli astanti.
Alberto Scapin
Il tema del viaggio è stato affrontato con il viaggio.
Quello attraverso gli spazi urbani di uno dei quartieri più multiculturali, Neukölln, della città con la vocazione all'integrazione più forte d'europa, Berlino. A fare da complemento al movimento fisico di spettatori, staff e materiale tecnico ci hanno pensato i viaggi raccontati per immagini, parole e persone dai registi con i loro corti.
Il tema del viaggio si è quindi sviluppato per il viaggio.
Quello che ogn'uno dei partecipanti si è ritrovato a fare suo malgrado con lo sguardo incollato alle acrobazie esistenziali proiettate sui muri compiacenti degli edifici.
A rendere alchemica la chimica della serata ha senz'altro concorso anche il tornare a una delle forme originarie dell'esperienza cinematografica, il cinema itinerante fatto di immagini portate di luogo in luogo e di proiezioni senza sale cinematografiche.
Seppur si sia trattato di un metaviaggio con il meccanismo delle scatole cinesi, la sensazione finale prodotta è stata dunque quella di un qui ed ora collettivo, non solo gratuito ma soprattutto spontaneo.Tutto ha saputo parlare di Berlino perchè tutto ha saputo parlare degli uomini che la abitano.
Miriam Di Domizio