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Per le mani, sbrigativo veloce irregolare e sporco, c'avete un numero di STILELIBERO densissimo, bollente, incazzoso al punto giusto, con sfoghi depressosi molto trattenuti, fughe intimistiche accantonate.
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Io dimentico le cose. È sempre stato così, anche quando mamma mi diceva di dare da mangiare ai cani, anche quando dovevo suonare in qualche locale pieno di fumo e di ragazze seminude e me ne ricordavo solo all'ultimo momento, e arrivavo sul palcoscenico sudato e scomposto.
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I grappoli pendono al sole. Pesano di certo per la vite che però si china delicata a porgerteli. Come ogni madre non si lamenta del latte sopraggiunto, che la ingombra per il suo cucciolo.
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Immaginate un’azienda, magari una delle tante che hanno il capannone a 100 metri da casa vostra.
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Camporea stories. La passione aveva preso il sopravvento e non avevamo pensato al rischio di essere scoperti.
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Un video di STILELIBERO, ideato e girato da Alberto Scapin, "Guardare fuori", ha conquistato la scena tedesca ed è stato proiettato nel corso di un festival.
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Quando si parla di Russia la prima cosa che ti viene in mente, lo so non granché originale, è Scion Conneri, il mitico Jas Bon.
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Sporchiamoci le mani. L’azienda dove vendo i miei servigi sta affondando, strozzata dai debiti, dai consulenti e dai rumors… come il mio paese.
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Vuoi che la piccola Sailor Moon prenda a calci il tuo matrimonio. Magari con un amore clandestino.
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Dai Maria, non sta a insustarte. No voemo cavarte l’anima, ma farla sopravvivere insieme alle nostre. Lo spread, il bund, gheto sentìo? Che merdon.
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Volevo solo divertirmi durante quella vacanza. L’avevo programmata da tempo insieme alle amiche.
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Non ha più senso parlare, dire, fare.
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Ho fatto un sogno. Un sogno strano. Dove Carlo Magno e il capitano Kirk si davano la mano.
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