NORDEST. Vi parlo del mio padrone. Un emerito coglione. L'unica cosa buona che ha fatto nella sua vita è stato sposarsi una donna molto gnocca. Troppo gnocca, per lui. Al punto che tutti gli amici - approfittando della generosità tipica dell'amicizia - hanno giaciuto allegramente con lei. Il mio padrone sa d'essere cornuto, molto cornuto. Ma risolve tutto con una battuta: "Meio na torta in compagnia che na merda da soeo". Ciò, bisogna salvare le amicizie. Che coiòn el me paròn. Figlio di contadini, ha voluto emanciparsi. Venirne fuori. Si è costruito un capannone, dietro casa. Ha iniziato a fare l'artigiano. Idraulico. Gran lavoratore. In pochi anni, ha messo su tre squadre di operai. Ha avviato al lavoro i tre figli, che ora sono i capisquadra delle tre squadre di operai. Ma non è mai stato soddisfatto. Non soddisfava la moglie e non era soddisfatto neppure lui. Da questa sua insoddisfazione, ha conosciuto me. Gli ho dato un po' di dritte, gli ho spiegato che aveva un cazzo di rapporto irrisolto col padre e con le sue origini contadine. Allora ha messo in piedi una stalla, dietro la casa e dietro il capannone. Ha ripreso a coltivare un orto grande come due campi. Si è lanciato. Ha contagiato altri amici piccoli imprenditori, ogni anno fanno la gara a chi alleva "el mas-cio pì grosso". A me non mi toccano, sono fuori categoria. Ora ha aperto un agriturismo. Pensa di essere felice. Ma non si rende conto che è tornato contadino? Tutta la vita per tornare al punto di partenza. Che coiòn el me paròn.
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