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Dopo aver dedicato le ultime due iniziative al tema dell'abitare (casa d'abitazione e casa collettiva), l'associazione Architettando affronta la questione del costruire sostenibile indagandone i vari aspetti nella complessità e nell’estrema attualità della materia.
Anche per questa terza edizione, il cuore dell'iniziativa è rappresentato da una selezione di opere realizzate in Italia.
In questa manifestazione il requisito fondamentale richiesto dal bando, valutato dalla commissione al momento della selezione delle opere pervenute, era il possesso di caratteristiche di sostenibilità, declinata nelle sue diverse forme, senza limitazioni per quanto riguardava le tipologie edilizie.
Al nostro invito hanno risposto 66 professionisti, provenienti da diverse regioni italiane con 81 progetti, di cui 16 in mostra. Ad arricchire l'evento, una sezione di opere giunte da prestigiosi studi internazionali che, rispondendo al nostro invito, contribuiscono ad ampliare lo sguardo sul tema valorizzandolo e stimolando un dibattito, ci auguriamo, concreto e costruttivo. Un'occasione importante per aprire un confronto con gli altri paesi cercando di coglierne il più possibile i presupposti progettuali e la cultura del costruire.
Fin qui qualche dato tecnico per inquadrare l'iniziativa.
Ma da dove siamo partiti, quasi due anni fa, nel progettare ed elaborare il nuovo tema oggi proposto?
In un primo momento è sembrato quasi inevitabile, perfino doveroso, affrontare la questione della sostenibilità, circondati come siamo dai prefissi «bio» ed «eco» abbinati ormai a ogni manifestazione della nostra quotidianità, e svuotati molte volte di ogni significato. Una vera e propria «eco-mania» causticamente condannata da Cathleen McGuigan con queste parole: «raggiungere una vera sostenibilità è molto più complicato di quanto la pubblicità e il mercato suggeriscono» («Newsweek», 6 settembre 2008).
Ci siamo così ritrovati a fare i conti con una molteplicità di definizioni: Ecosostenibilità, Ecocompatibilità, Bioarchitettura, Architettura passiva, Architettura bioecologica, Architettura bioclimatica, Architettura ecocompatibile, Architettura energeticamente efficiente. Per non perdere l'orientamento in questa varietà descrittiva ci siamo soffermati su alcuni concetti chiave alla ricerca di un minimo comune multiplo.
Primo fra tutti la sostenibilità intesa come elemento intrinseco del costruire, trasversale rispetto ai vari temi dell'architettura. Una concreta ed effettiva necessità per la sopravvivenza stessa del fare architettura, un'irrinunciabile opportunità per ristabilire un nuovo tipo di relazione tra uomo e ambiente. Ciononostante, dietro il pretesto della sostenibilità, si cela un pericoloso paradosso in cui vengono persi di vista i protagonisti principali – l'uomo e l'ambiente – alimentando una speculazione intellettuale fine a se stessa, avendo come unico obiettivo il soddisfacimento dell'ego dei progettisti.
Una volta presa piena coscienza dell'emergere di una questione ambientale, affrontando quindi il tema della sostenibilità come una scelta culturale non finalizzata esclusivamente ad alcune tipologie costruttive, dovrebbe maturare una proposta progettuale che conduca «naturalmente» a risultati sostenibili.
A questo auspicio ci piace pensare prendendo a prestito il termine tedesco, che esprime l'idea di sostenibilità, Zukunftsfahig (letteralmente «capace di futuro») e che forse meglio di tanto argomentare racconta il senso profondo di questo approccio che, prima che progettuale, dovrebbe essere vissuto come una proposta intellettuale e morale. Una vera e propria sfida se pensiamo all'epoca in cui viviamo, alla società del consumo in cui vige l'imperativo categorico dell'«usa e getta». Un atteggiamento in qualche modo «anticonformista» che, unito all'attenzione a ciò che è bello e alla forza audace delle idee, dovrebbe divenire parte integrante della cultura del progetto.
Analizzata in quest'ottica la questione risulta quanto mai dibattuta, caratterizzata da forti contraddizioni, e per questo ricca di stimoli e diverse chiavi di lettura.
Infine, è alla luce di quest'assenza di regole definite e standard codificati, di una materia in via di definizione e ricca di approcci multidisciplinari, che abbiamo deciso di animare il dibattito prevedendo una serie di conferenze, «Dialoghi sulla sostenibilità», il cui punto di forza sarà rappresentato dall'intervento di figure provenienti da diversi settori della società. Il loro contributo arricchirà la discussione coinvolgendo ambiti affini, collaterali e complementari al tema della sostenibilità senza, tuttavia, la pretesa di arrivare a conclusioni certe né di fissare norme vere in assoluto. La questione rimane, quindi, aperta.
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