Poro Obama, el me fa pecà. Lui, l'uomo che dicono sia il più potente del mondo, il grande trascinatore, uno che ha fatto commuovere anche me, nella notte in cui fu eletto, e guardavo l'America, e pensavo "ah, che grande Paese, hanno capito che bisogna svoltare di brutto, e toh, azzardano il negro", e adesso a tutti i tiggì me lo ritrovo ad annunciare affaticato e triste che il debito sì, debito no, debito qua, debito là, accordo sul debito vicino, vicino più, vicino meno, quasi vicino, forse vicino, e le banche e le tasse e la spesa e la crisi.
Poro Obama, el me fa pecà. Ma cossa vuto fare, in fondo? Crisi, caos, zero politica, zero etica, finanza folle, decenni e decenni vissuti al di sopra delle possibilità, non è che adesso si risolve tutto. Però, forse, ecco, non ha neanche senso stare troppo "dentro" 'sto leamaro. Dai, fora. Obama, fora dal leamaro! Fa anche tu una "dichiarazione d'Indipendenza". I Padri della Patria che tanto citi non hanno fatto la "Dichiarazione d'Indipendenza" dagli inglesi? E tu fa la "Dichiarazione d'Indipendenza" dalla finanza e dagli speculatori, da questi sfruttatori tripla A del XXI secolo. Una "Dichiarazione" per tirare una riga, lo so che la rivoluzione è impossibile, lo so come vanno le cose. Ma bisogna tirare una riga. La farei io, 'sta Dichiarazione. Ma sono un poro porsèo. Non sono Obama. |
