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Mi ha usata. Perchè doveva capirsi, lui con l'altra, lui nel mondo, lui e l'amore, lui e la stabilità, lui e la sua vita, lui e il suo stare dentro una coppia. E io sono stata il suo giocattolo.
Sì, potrei dire così, facendo la femminista, facendo la donna indignata, facendo la donna usata e giocata, più e più volte: "Gli uomini, non cambiaaanooo". Eppure all'inizio ci avevo provato. Avevo calato il carico. L'avevo calata. "Sessualizza il rapporto, lo legherai a te". Così mi aveva detto un prete, dicendomi di non farlo, e io l'ho fatto. A volte ti senti disinibita. Emancipata. A volte, è una bella sensazione. A volte. Sono momenti, quelli che ti fai il film sui diritti civili, sulla libertà, sul rock, sulla politica e sulla dea del sesso. L'utero è mio, il corpo è mio, solo mio, tutto mio, me lo gestisco io. Ti senti così. Come se il corpo fosse davvero a tua disposizione. Qui, nel secolo ventesimo primo: il mio corpo a mia disposizione per cercare sensazioni, esperienze, particine in microracconti brevi, gli unici possibili, finora, almeno. E poi eccoti, tu, la colta, l'emancipata, l'avanzata, quella che legge, quella che studia. Ti ritrovi a chiedere quello che chiedeva tua nonna, tua madre. Ti ritrovi provinciale nel mondo globale, ansiosa di sentimenti agricoli nell'universo ipertecnologico-interconnesso. Chiedi quello che chiedono loro, le vecchie. Una storia. Un racconto vero, che non bruci, ma che duri, che abbia un ritmo diverso. Che lasci spazio ad altro, alle sfumature, agli sguardi. Al tempo. E allora senti che potresti rinunciare a pezzi di vanità, di narcisismo. Sarà vero? Sarà perchè oggi ho perso lui? Ma almeno ho innescato una storia. La sua, la loro. Sono stata morbida, accogliente. Lui mi è rimbalzato addosso. Addosso alla mia carne, addosso alle mie forme. Non si è fatto accogliere, non è rimasto dentro. Si è dato la spinta. E ha trovata lei, un'altra. E un suo racconto. Beh, è merito mio. E' merito mio. Su, dai. Non essere egoista. Sii felice. Hai reso possibile un amore. Su dai, devo dirmelo, sii felice. Attendi, attendo. Qualcuno rimbalzerà, prima o poi, da un'altra. E sarà mio.
N.d.r.: Lettera anonima giunta in redazione, è l'ultima che pubblichiamo, la pubblichiamo solo per pietà e augurandoci che il maschiaccio si senta un po' in colpa. |