Verona, voglia di filmini porno in piazza. Filmini porno proiettati nella notte nella piazza centrale di Lazise.
Ressa di ragazzi davanti allo schermo del totem-colonna, installato sotto il municipio per fornire informazioni turistiche. Il cartellone consente l’accesso al portale di «Verona Più Online», attraverso una tastiera touch screen. Niente di più facile per un gruppetto di sedicenni superare i firewall, collegarsi a Internet e aprire il sito Youporn. Hanno così programmato sullo schermo una successione di filmati a luci rosse, andati in onda fino a notte inoltrata. «E’ stato un evento storico: non abbiamo mai visto tanta gente così in piena notte in piazza a Lazise», racconta Giuseppe Pachera, titolare con il fratello Guido della birreria Al Drago, frontale al municipio. «Tutti si fermavano a guardare, soprattutto uomini però, le donne ridacchiavano ma poi si allontanavano. Tutti i gestori della piazza hanno lasciato il lavoro e si sono raggruppati a guardare questo spettacolo». Pare non si sia scandalizzato nessuno. Il Comune, informato il giorno dopo, ha provveduto a bloccare gli accessi. (Corriere del Veneto, 29 giugno) Treviso, una moschea nell'ex sexy shop. Dove prima c’era un sexy-shop oggi ci sono i tappeti e il corano per la preghiera musulmana. E’ così rinata, in via Pisa a Treviso, la moschea per la comunità islamica. Ad aprirla la neonata «Associazione culturale multietnica Treviso». Ed è polemica. (Corriere del Veneto, 23 luglio) Verona, maresciallo dei carabinieri top model. Ufficialmente si sarebbe dovuto trovare alle prese con antibiotici per arginare un violento attacco di febbre: il certificato di malattia che aveva presentato al comando dell’Arma lo attestava. Peccato che sia stato «beccato» da un collega mentre faceva bella mostra di sé a una rassegna di moda in quel di Punta Marina Terme. Il Tribunale militare di Verona lo ha condannato a tre mesi di cella. (Corriere del Veneto, 23 luglio) Cittadella, "mandaci la foto del tuo lato B". «Hai un bel culo e non sai che farne? Scrivici "Antitest" e facci una bella foto». La provocazione è stata lanciata con un volantino dalla band cittadellese Antitest. Giovanissimi amanti della musica e senza peli sulla lingua. Ma nella loro caccia al «lato B» più bello che ci sia, sul quale scrivere il nome della loro band, hanno incrociato l'agguerritissimo blog «Femminismo a Sud». (il mattino di Padova, 31 luglio) Treviso, prostituta al settimo mese di gravidanza: «Mi preferiscono con il pancione» Vende il proprio corpo per poche decine di euro, come molte altre lucciole che si prostituiscono sulle strade del sesso, Pontebbana e Terraglio. Lei però è ben diversa dalle colleghe: è una ragazza incinta e per giunta al settimo mese di gravidanza. Il pancione è ben visibile e forse anche esibito per mostrare ai clienti forme addolcite, eppure in grado di attirare desideri altrettanto se non ancor più peccaminosi. Al punto che la nuova tendenza sembra andare proprio in questa direzione, con i trevigiani desiderosi di appartarsi e fare sesso con prostitute in gravidanza. La giovane ha raccontato di non essere costretta da nessuno a vendersi, lasciando poi intuire - fra le righe - che ha bisogno di denaro per garantire un sostentamento a se stessa. (il Gazzettino, 2 agosto) |
