Il racconto. A prescindere da cultura alta o bassa, è il racconto della realtà che ti incunea la realtà nella testa, e te la fa esplodere dentro.
I fatti diventano tuoi o quando ti schiantano la vita, direttamente, o quando qualcuno te li compone in racconto e te li spedisce in testa. Che vuol dire anche: raccontare non è un vezzo da dandy colti, è una necessità civile che salva il reale da un'anestetizzata equivalenza. Il racconto, e non l'informazione, ti rende padrone della tua storia. (Alessandro Baricco) Liquidi 2.0. Viviamo in un' epoca in cui, infranti gli stampi della tradizione, cancellate le consuete «prove di passaggio», ognuno si trova a conformare da solo la propria identità. Ma, in una società che si definisce «liquida», è difficile reperire punti di riferimento capaci di garantire, a questa autodefinizione, continuità e solidità. Siamo tutti chiamati a compiere un continuo processo di identificazione che, se da una parte costituisce una straordinaria possibilità di autonomia e di creatività, dall' altra suscita perturbanti timori di anonimia e d' insignificanza. Poiché l' Io si riconosce soltanto nell' esposizione all'altro e si conferma nell'approvazione altrui, il bisogno di una piazza telematica dove si ritrovino gli spaesati componenti della «società degli individui» è diventato mondiale. A questa esigenza rispondono i network sociali, quali Facebook e Twitter che, utilizzati da milioni di persone nel mondo, offrono la possibilità di stabilire relazioni di reciprocità plastiche e illimitate. (Silvia Vegetti Finzi, il Corriere della Sera) Un video STILELIBERO conquista la scena tedesca. Buona sera, dear Alberto, thank you very much for your contribution to the Neukölln Short Film Walk. Out of many beautiful contributions we’ve now made our choice and would like to show your film “Guardare fuori” in our program! We liked your film a lot and it goes very well with the rest of the program and the specific locations in Neukölln that we’ve chosen for the tour. (Mail ricevuta dal regista Alberto Scapin) Pajassi. Questa lingua, benché non registrata, benché territorialemente limitata (uno dal Paese di Là parla già diverso da noi), benché tutta divisa in se stessa e di continuo terremotata, non è uno strumento da prendere a gabbo. Gli utenti della koiné "italiana", passando per di qui qualche volta ci si provano. Ma noi possiamo rispondere: "Non c'è modo di mettervelo per iscritto, ma fin che abbiamo fiato possiamo cojonarvi anche noi, pajazzi!" Ma per capire la differenza tra pajassi e pajazzi bisognerebbe che venissero ad abitare qui per qualche anno. (Luigi Meneghello) |
