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L'avevamo detto. In tante salse, dentro pezzi spesso uguali a sé stessi. Cambiavano solo le cose essenziali, ovvero le sfumature.
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Quella notte ha accompagnato a casa la ragazza più grande come nei film americani. Ma la ragazza non era bella, non era stata lasciata dal capitano della squadra di “futbol”, non era perfettamente sobria e nemmeno vestita di rosa confetto o con il bouquet appuntato al polso come per la sera del ballo.
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Il canovaccio è logoro oramai. Attraversa mille e mille attori, a cui riesce a far fare la stessa parte. Già vista. Sempre di quella.
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C’è chi - con aria saccente - sottolinea l’errore. C’è chi giudica. C’è chi crede di aver sempre qualcosa di interessante da dire. E pensa, anche, di essere letto o ascoltato.
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Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi può essere una grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.
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Il racconto. A prescindere da cultura alta o bassa, è il racconto della realtà che ti incunea la realtà nella testa, e te la fa esplodere dentro.
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“Al palazzo! Al palazzo!” Urlano in diversi. Sassaiola, sassate, pietre che rompono. “Spacchiamo!” “Uniti!”. Sembrano furibondi. Ma nei lori occhi si legge soltanto la delusione.
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Vale quella notte non riusciva a dormire. Il pensiero di quel bambino le toglieva il sonno da giorni ormai.
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Verona, voglia di filmini porno in piazza. Filmini porno proiettati nella notte nella piazza centrale di Lazise.
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Nel nostro Paese, in base alle previsioni dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), la quota di popolazione con più di 65 anni passerà dal 20,4 per cento del 2010 al 27,1 per cento del 2030.
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Silvia una ragazza magretta e molto dolce mi dice: “Lo sai che giovedì sera non vedevo l'ora di mangiare il radicchio che avevo raccolto nell'orto! E dire che a me non piace l'insalata”.
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Il dito gaveva scombatuo tutta la notte. Un po’ il dolore, un po’ sentire il battito cardiaco lì in fondo, sulla punta dell’indice, tutto intorno al taglio, mi aveva lasciato fastidiosamente insonne. La ferita era profonda.
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Mi ha usata. Perchè doveva capirsi, lui con l'altra, lui nel mondo, lui e l'amore, lui e la stabilità, lui e la sua vita, lui e il suo stare dentro una coppia. E io sono stata il suo giocattolo.
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Poro Obama, el me fa pecà. Lui, l'uomo che dicono sia il più potente del mondo, il grande trascinatore, uno che ha fatto commuovere anche me, nella notte in cui fu eletto, e guardavo l'America, e pensavo "ah, che grande Paese, hanno capito che bisogna svoltare di brutto, e toh, azzardano il negro", e adesso a tutti i tiggì me lo ritrovo ad annunciare affaticato e triste che il debito sì, debito no, debito qua, debito là, accordo sul debito vicino, vicino più, vicino meno, quasi vicino, forse vicino, e le banche e le tasse e la spesa e la crisi.
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Conto e cammino. 1118 all’andata. Uno di meno al ritorno. Ma si sa: la via per tornare è sempre più breve.
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