|
Hai una bici vecchia? Vuoi vendere il tuo maglione fuori moda? Hai l'orto e vuoi vendere la tua verdura (non è un paradosso, con 100 euro l’anno affitti un orto di un centinaio di metri quadri)? Portala al flohrmarkt.
In pratica uno spazio che puoi trovare in qualsiasi quartiere di Berlino dove la gente si scambia “roba” usata: la stessa “roba” che sarebbe destinata al fondo degli armadi per decenni a casa dei miei, qui ritrova un valore, anche economico. Più ti sposti verso est e più la sobrietà della “roba” aumenta e riesci a trovare vere e proprie reliquie di un passato non così lontano come i pezzi della “ostalgie” (rimpianto nostalgico per la DDR) o di un nazismo ancora carsicamente presente in certi quartieri.
Questo “Berlin style” impregna negozi, bar, ristoranti e persone: si va dai negozi second hand per bambini (intelligentissimi, direi, visto che un bimbo di pochi mesi mica ha il tempo di consumare le suole delle scarpe, i vestiti o la sua carrozzina), al bar arredato con poltrone e tavoli tutti diversi perché collezionati in vari mercatini, all'attenzione per il capo dignitoso ed economico o all'uso massiccio della bicicletta e dei mezzi pubblici (anche perché l'obiettivo della BVG – la società che gestisce tutto il trasporto pubblico assieme alla Deutsche Bahn – è di spostare persone da un punto all'altro della città in un tempo minore di quello che avrebbero impiegato in auto!); con 2,10 euro viaggi in due delle tre maxi aree concentriche per due ore e con 72 viaggi per tutto il mese, di giorno come di notte perché a Berlino, a differenza di Parigi e Londra venerdì e sabato notte tutti i mezzi, metropolitana compresa, funzionano. A quando questo anche nel nostro Veneto? 72 km è il diametro della capitale tedesca, 73 sono i chilometri che separano Vicenza a Venezia, 3,8 milioni gli abitanti di Berlino e 4,7 del Veneto. E lasciare a casa l’auto è un vero lusso.
Eppoi c’è l’extreme Berlin style: un bar di giorno che al piano interrato ospita un club per giovani band la notte, senza corrente elettrica, illuminato esclusivamente da candele. Perché senza elettricità? Perché, diciamo, non è ancora stato ultimato l’iter autorizzativo e la voglia di esserci, di far suonare e di stare assieme è tale che intanto si sono organizzati in maniera basilare: un frigo per le birre in bottiglia (in pratica è impossibile trovare bibite in lattina, anche perché per ogni bottiglia di vetro che si ricicla si prendono 9 centesimi di euro che salgono a 25 se la bottiglia è di plastica!), un termos per il caffè e candele dappertutto. Questo a Neukölln, il quartiere che molti danno come il prossimo quartiere cool della capitale tedesca.
Andrea "Polite" Cortese
A Berlino da maggio 2009, diffonde il verbo delle energie rinnovabili. A discapito del suo portafoglio colleziona arte contemporanea.
|