“E penso che non si può morire sul lavoro, penso che non si può morire per il lavoro, penso che non si può morire perché si è perso lavoro”. Don Luigi Ciotti (www.libera.it) ricorda così anche i 14 piccoli imprenditori del Veneto, suicidatisi dall’inizio dell’anno per le difficoltà legate alla crisi economica. Nella XV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie tenutasi a Milano lo scorso 20 marzo sono stati dedicati pensieri e tempo a tutte le vittime delle mafie, da quelle più eccellenti a quelle più sconosciute. Tanti nomi, più di 900, ma anche tanti vuoti: persone mai ritrovate, persone la cui morte non è facilmente collegabile alle organizzazioni mafiose. Come questi imprenditori veneti colpiti dalla crisi e dalla paura di dover licenziare, di non essere in grado di saldare i debiti, del disonore di non esser riusciti a salvare l’azienda di famiglia. È dentro questi vuoti di politica per i cittadini che si possono inserire, soprattutto al Nord, le mafie disponibili a “fare da banca”, ad aiutare le aziende in crisi che non trovano accesso agli istituti di credito. Chiedendo però un prezzo molto alto. La crisi che si sta vivendo non è solo economica, ma è una crisi dei diritti e della politica. Fortunatamente a Milano quel sabato c’erano molte persone, moltissimi studenti e docenti delle scuole italiane, dalle elementari alle Università, tanti enti locali (anche veneti), associazioni e gruppi a dimostrare che qualcuno che usa la propria testa per pensare ed agire ancora c’è. E dopo la mattinata al corteo, il pomeriggio milanese è continuato in 14 diversi seminari dai temi importanti: giustizia, lavoro, corruzione, ecomafie, confisca, diritti, arte ed educazione contro le mafie. Un pomeriggio sicuramente impegnativo, ma importante e interessante. Le sale erano piene di giovani e adulti attenti e arrabbiati, commossi e intenzionati a non dimenticare. “Legami di legalità, legami di responsabilità ” è stato il titolo della giornata, perchè da soli non si va da nessuna parte; è il noi che permette di cambiare le cose che non ci piacciono. E anche al mitico nordest viene chiesto di alzarsi e fare quello che può per non dimenticare e per continuare a cercare giustizia e pace. |
