Tutta la vita davanti, il film di Virzì, quello sui call center, sul precariato, quello con la Ramazzotti nuda integrale;
niente nudo, ma una storia così, forse anche peggio, è capitata a Galliera Veneta, Alta Padovana. La Guardia di Finanza di Cittadella in un call center di Galliera ha scoperto 29 lavoratori in nero, Lo sfruttamento era stato messo in piedi da imprenditori responsabili di un'azienda che commercia all'ingrosso elettrodomestici. I due, 48 e 52 anni, padovani, avevano trasformato due locali dell'azienda in un call center, dove per lo più giovani italiane e straniere, tra i 18 e 23 anni, erano incaricate di contattare aziende per pubblicizzare i prodotti e fissare dimostrazioni a domicilio. Alle ragazze, "reclutate" con cartelloni pubblicitari, annunci su giornalini periodici e il classico passaparola, veniva proposto un periodo di prova senza alcuna indicazione in merito alla data di assunzione, alla paga e al contratto. La fregatura era dietro l'angolo: dopo una o due settimane venivano allontanate con le scuse più varie («non sei il dipendente che cerchiamo», «non prendi abbastanza appuntamenti») e senza percepire un euro di compenso. «Un quadro allarmante - ha spiegato il maggiore delle Fiamme Gialle di Cittadella, Francesco Sodano - soprattutto in un periodo di crisi: per molte delle telefoniste individuate si trattava della prima esperienza lavorativa; attraverso il consolidato sistema del falso periodo di "prova" si ritrovavano impiegate senza alcuna garanzia contrattuale, previdenziale e assicurativa». Fra i dipendenti in nero c'erano anche alcuni universitari: avevano accettato il lavoro per pagarsi gli studi e aiutare la famiglia a corrispondere la retta universitaria. Secondo il segretario della Cisl di Padova, Adriano Pozzato, "le associazioni di rappresentanza imprenditoriali e le parti sociali assieme alle istituzioni devono sentirsi maggiormente coinvolte nella lotta contro queste forme di sfruttamento. Ci rendiamo conto - ha concluso Pozzato - di quanto manchino i luoghi in cui far transitare messaggi educativi utili ai ragazzi che si avvicinano alla realtà occupazionale”. |
