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Bene. Benissimo. E finalmente, Santoddio!
Sarà stato mica giusto prima, che uno se ne poteva andare da un capo all'altro del continente senza nessun controllo. Senza che nessuno avesse niente da ridire.Vero che da quando la marmaglia colorata è sparita, c'è meno gente ad andare avanti e indietro, ma questo non è un buon motivo per lasciare spalancata la porta di casa.Quando hanno chiuso le frontiere verso gli altri paesi, è stato come mettere la porta blindata nuova. Bello e definitivo. I controlli, le divise pulite dei frontalieri profumavano di buono e giusto.Poi hanno messo i posti di blocco tra le vecchie regioni. E non c'è stato niente di strano. In fondo, tutti questi malintenzionati in giro si spostavano da una città all'altra. Mica si potevano lasciare andare in giro impuniti.Non è un disagio poi così grande, alla fin fine. I poliziotti regionali sono gente efficiente, capace di valutare una brutta faccia con un colpo d'occhio. Le rare volte che me ne sono andato fuori, non ho fatto più di mezz'ora di colonna. In giro si torna a sentire il suono buono del dialetto, e non bisogna più usare quella lingua strana che è l'italiano. Che a sentirci in televisione, prima, sembrava fossimo tutti appena usciti dalle lande sperdute del Boaristan.Un po' alla volta è arrivato il resto. Gruppi di uomini in camicia colorata e battere le strade della notte, e soldi per ricostruire mura di cinta, che per un secolo erano state solo un intralcio al completamento della Via dei Capannoni. Dopo pochi mesi sembrava di muoversi dentro un abbraccio caldo e sicuro di berretti con fregi dorati e tintinnii metallici.Ma volete mettere la tranquillità che c'è adesso? Adesso che possiamo finalmente restare in casa sereni, a guardare in TV la diretta della sesta Sagra de a Bisata. Con la certezza che nessuno entrerà per portar via gli orecchini d'alpacca della nonna.Certo, qualche inconveniente c'è. Passeggiare mano nella mano con una ragazza è facile esattamente come prima, ma i lunghi baci sotto i portici, o il tempo passato a ruzzolare nei campi, sono cose dimenticate. Sul più bello, arriva sempre l'accoppiata inseparabile fatta di lampadine piantate negli occhi e voci sgarbate che chiedono di esibire i documenti.Il panorama della pianura industriale è talmente punteggiato da torrette e camminamenti di guardia, che non ci si può più fermare a guadare le stelle senza che qualcuno dall'alto ci inviti a farlo più in là. Qualsiasi cosa stessimo facendo.Ma tutti questi check point regalano un sacco di tempo per pensare, adesso che andare al lavoro è una specie di corsa ad ostacoli.In fondo in fondo, sono tutte sciocchezze che si possono sopportare benissimo.Una sola cosa non riesco proprio a spiegarmi. Con tutta questa luce di fotoelettriche, come cazzo hanno fatto a fottermi la macchina? |