|
Questo manichino è un’opera di un artista contemporaneo: Charles Ray.
Sto scrivendo la tesi su di lui e, seppure inizialmente scettica, la mia anima comincia a comprenderlo. Charles è uno di quelli che non si capiscono, che sembrano fare cose che tutti potrebbero fare (ma non casualmente non fanno), banali, scontate, brutte soprattutto. Qui usa un manichino, uno qualsiasi, un robot tra tanti. All’inizio sembra proprio questo, poi lo sguardo percorre la superficie e si percepisce qualcosa di strano, di disturbante, di non ordinario. Ray ha realizzato un calco dei suoi genitali, ha usato dei veri peli pubici, e li ha innestati sull’androgino corpo finto che nelle vetrine si addobba di richiami del portafoglio. Il corpo sensuale viene innestato nel nulla dell’essere e dello spirito. Ripartiamo dal corpo, dal contatto, dall’esperienza. La prassi è togliere la vernice dell’adattamento. La prassi è custodita dentro di me. Mi permetto di sentire la bellezza di una esaltante inutilità. Il lavoro mi serve per mangiare. Perché non sei vivo se ovunque tu sia il cielo rimane turchino? Come può essere? Torna indietro...sospendi per qualche attimo la critica, il giudizio. Esponiti fino alla paura della vergogna. Recupera la dimensione del piacere privo di categorie, della conosciuta rosa di Giulietta il cui profumo può farti emozionare, anche se ormai te l’hanno già detto a quale eminente specie botanica appartenga, e hai già scritto dodici Treccani in merito, tanto che l’hai già assassinato ormai, quel dolce profumo. Passione. Sangue. Ritmo. Vivi dentro le cose. L’unica realtà è quella che io costruisco attorno a me. Ogni altra affermazione è contaminata. Le generazioni sono fasulle. E per favore, smettiamola di dare la colpa al genitoriale governo. Comincia banalmente a non gettare i mozziconi per strada. La vera Politica è come rispondi al cassiere del supermercato, come agisci, come parli. Comincia a dare a te la responsabilità. Etty Hillesum prima di essere internata in un campo di concentramento non smetteva di ribadire quanto la vita fosse bella e tutto meraviglioso. Lei vedeva sopra di sé un pezzo di cielo azzurro, e sentiva il profumo del gelsomino provenire dalla finestra. E l’assenza di Umanesimo non è forse il nostro attuale campo di sterminio?Folle? Mistica? Siatelo. Siate folli. Ma attenzione: i mistici non si vestivano di comodità, né nella materia né nello spirito. Crediamo nella sola nostra verità, quella racchiusa nelle nostre viscere. Bruciamo la paura con i denti. |