La metafora svolge un ruolo essenziale a livello concettuale, nel pensiero e nell’azione, nella vita quotidiana di un individuo come in quella di un paese intero: la metafora bellica ‘guerra al terrore’, ad esempio, ha permesso ai conservatori americani di prendere quasi indisturbati le più scellerate decisioni in politica estera e interna. Ho la sensazione (non la certezza scientifica) che negli ultimi anni una parola – qualcosa più di una parola – abbia occupato i maggiori giornali e telegiornali italiani fino a diventare di patrimonio comune: ‘scalata’.Cosa si nasconde dietro questa metafora-narrazione che indica l’ascesa nella società e il raggiungimento del successo? Ambizione e sete di potere, finzione e travestimento: gli attori indossano le vesti di statisti, manager illuminati o quelle tanto diffuse quanto generiche di ‘esperto’, predicano il profitto, la concretezza come valore assoluto e il sondaggio o il presunto dato oggettivo come strumento di potere. Si riproducono nei palazzi politici ed economici romani per poi diffondersi su tutto il territorio con la possibilità di incontrare nella propria città emuli senza scrupolo e giovani con il futuro alle spalle, abili solo a gestire l’esistente. Dopo averne azzeccata una si auto-proclamano strateghi con una mente logica, conscia e non emozionale. Se sanno di vincere dicono di perdere, così la vittoria appare al pubblico stupito come un miracolo della loro mente-matematica. Quando vengono circondati da gente appassionata e informata nascondono l’imbarazzo dietro le accuse di ‘populismo’ o ‘tendenza minoritaria’. Citano i ‘pensieri lunghi’ salvo poi affidarsi all’agenzia stampa dell’ultimo minuto. La loro maturità è confusa con l’obbedienza e contrapposta all’immaturità - il libero pensiero. E’ il momento di alzare il velo e mostrare a tutti la finzione: quelle vesti coprono dei nani con il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo. Inventiamo una metafora diversa - per raccontare il successo e l’ambizione - che abbia il sapore della gratitudine e della conquista collettiva, della continua ricerca e non della mèta, orizzontale e non verticale. Una nuotata in mare aperto. Gli eserciti sono schierati ma invisibili: è una guerra tra metafore. I nani da scalata si accorgeranno ben presto di aver lasciato terra bruciata dietro le spalle.
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