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Belli i tempi in cui lo chiamavano VIP, lo fermavano per la strada e gli chiedevano foto e autografo.
Si sentiva importante e realizzato, non contava cosa avesse fatto di tanto speciale da meritare tutta quella notorietà, lui era entrato nella cerchia di quelli che vengono pagati per affollare le discoteche e per far discutere gli esperti nei salotti televisivi, e andava bene così. È che come lui alla fine ce ne sono tanti, si chiudono qualche mese dentro una grande casa con altri simili e poi popolano il mondo del gossip e delle feste mondane. Se quel signore nel lontano 1948 avesse potuto immaginare. Se avesse avuto la palla di vetro. Probabilmente avrebbe appeso la penna al calamaio. Dunque, di queste persone molto importanti il mondo che vive dentro lo schermo è davvero saturo. Tant’è che alcune di quelle celebrità sono costrette a ritirarsi in solitudine, a stretto contatto con la natura e con il proprio istinto primordiale, dimentiche di ogni forma di civiltà appresa nella vita precedente, ossia quella delle discoteche, si, quella che vivevano prima di finire a spaccare cocchi nell’isola che non c’è. Il problema degli ex-nuovi nessuno è la concorrenza spietata. Non bastavano i colleghi conosciuti durante il periodo di cattività romano, le veline, letterine, schedine, passaparoline, tronisti, corteggiatrici eccetra. No. Adesso ci si dovevano mettere pure le dame di compagnia dei loro signori della politica. Sono pericolosissime quelle. Si prendono tutta la scena, tutti i telegiornali, le trasmissioni in e le trasmissioni out, i quotidiani e i settimanali, le discoteche e le ville, tutti gli zii che contano nonché una grande quantità di euro oppure un comune ed umile posto di lavoro. Al di là dello schermo un centodiecielode che parla inglese osserva allibito, un po’incazzato, leggermente confuso. |