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Che giramento di coglioni l’altro giorno in autobus.
Stavo leggendo un articolo di Rachel Donadio tradotto e pubblicato dall’Internazionale. La giornalista del New York Times formulava il suo giudizio sull’Italia a partire dalla grottesca intervista a Ruby. Non riesco a non citare parte delle conclusioni: “questa è la cultura [parlando di quella italiana] che ha inventato il barocco, con i suoi soffitti trompe-l’oeil, le porte finte, le facciate che dissimulano numerosi livelli ma dietro cui si nasconde il nulla”. Se del Barocco si evidenzia la ricerca dell’eccesso, non possiamo che trovarci d’accordo nel constatare delle somiglianze tra le esagerazioni della nostra classe politica e i frastornanti stilemi seicenteschi. Per altri aspetti però, non ci manca la consapevolezza di esser ‘altro’ da questo. Il malcontento dovrebbe trasformarsi in azione, convertirsi in forza propulsiva. A questo proposito Franco ha qualcosa da raccontare. Nessuna storia sensazionale, nessun racconto agiografico, solo una possibilità di vita. Franco ha 36 anni e indossa vestiti rigorosamente recuperati. Si occupa, assieme ad altre persone, degli orti dell’associazione Spiazzi Verdi nell’isola veneziana della Giudecca. Attraverso la coltivazione di ortaggi si autosostenta, mediante la produzione vinicola si mantiene. Il modello economico proposto da Spiazzi Verdi si basa sull’agricoltura sinergica. Autosostenersi utilizzando un metodo di coltivazione che permette di restituire al terreno, in termini energetici, più di quanto si prende, promuovendo i meccanismi di autofertilità del suolo, è un gioco di specchi, barocco, che però non nasconde il vuoto. Anzi, crea occasioni di confronto (gli incontri del martedí sera sui problemi dell’orto e sulle rispettive soluzioni), di condivisione (di pensieri, modelli di vita), di convivio (il piacere di mangiare assieme). Franco commenta sorridendo: “Coltivando l’orto ci coltiviamo anche noi” e ricorda l’abbondante produzione di cetrioli dell’estate scorsa, periodo in cui si sono inventati trecento ricette a base di cetrioli affinché nulla andasse sprecato. L’associazione promuove la raccolta differenziata, la produzione di compost a partire dal rifiuto umido, lo scambio di semi, un’economia che si scosti dalla sete di consumo, che combatta l’apatia, che eviti il distacco dal reale riportandoci alla terra. Per chi fosse interessato: http://spiazziverdi.blogspot.com/Alessandra Lessio |