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In bilico tra reality e realtà, tra Matrix e Orwell, tra tv tette-e-culi e donne-vere: è questo lo STILELIBERO di febbraio, sospeso tra due mondi, sberleffi sulla schizofrenia di questo tempo, in cui si fatica a scrivere il racconto reale perchè ci sono un sacco di ostacoli alla verità: i media, il tubo catodico, la gente insemenìa, un'industria della menzogna che rappresenta un Nordest e un'Italia che non c'è, etc. etc. etc., è sempre colpa dei giornali, blablabla.
Vabbè, ma le cifre del "paese reale" un po' si sanno, è che una volta che le sai, che fai? T'indigni? Sbuffando di noia, proviamo a riscriverle, chissà che dopo averle scritte scatti la rivoluzione. In sintesi, due conti da quarta media: in Italia disoccupazione giovanile al 30%; in Italia debito pubblico a 1870 miliardi di euro, si pagano interessi per 70-80 miliardi all'anno, negli ultimi anni è cresciuto di 200 miliardi, con un debito così al massimo ti inventi come pagare gli interessi sui debiti; in Italia, le pensioni sono una truffa, lo ha ammesso il presidente dell'Inps, a precisa domanda: "Perchè non fornisce ai precari la simulazione della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori?". Risposta: "Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale"; ancora: secondo il presidente dell'Abi (le banche italiane) l'Italia rischia un sommovimento Nordafrica style: "La protesta dei giovani è giustificata, abbiamo lasciato un furto che è il debito pubblico e una truffa disegnando un futuro con aspettative non realizzabili che creano frustrazione, la prossima protesta non sarà per un disegno di legge qualsiasi, ma arriverà nel salotto di casa nostra, i giovani verranno a tirare giù le televisioni dalla finestra del quinto piano e io li andrei ad aiutare". Insomma, Stato in ginocchio, Inps in affanno, banche mezze pronte a finanziare la rivoluzione, tutti convinti che ci siano solo macerie... E allora? Volete la rivoluzione da mandare in onda? O la rivoluzione sfugge, è lenta? A naso, abbiamo la sensazione che il cambiamento sia già in atto e non vivrà di gesti teatrali; è enorme, pesante, un gigante che dorme e sta per svegliarsi. Si sveglierà, del tutto, a fatica, perchè è dura svegliarsi quando sai che dovrai fare tanta fatica e ti hanno nutrito ad una felicità da scaffale. E agli amanti del gesto titanico, ai rivoluzionari modello eiaculazione precoce, diciamo che in fondo è bella solo la notte della rivoluzione, il giorno della festa. Poi è dura. Tra macerie e dintorni, ti tocca (in molti lo fanno già) diventare matto a ricostruire, non basta digitare due cagate su una tastiera. Sarà tanta fatica. E non c'è alternativa. Ma poi, con tutto il casino che abbiamo fatto, facciamola 'sta fatica. Almeno sarà la nostra vita, sarà il nostro mondo. E se faremo schifo, beh, non potremo dare la colpa a nessuno, nè a papi nè a mami. Saranno solo cazzi nostri. |