L'edilizia guarda al futuro e alla casa intelligente: solida ma sostenibile; confortevole ma efficiente. La casa sta cambiando di pari passo alla società e alle sue nuove sfide ambientali.
L’edilizia, e le figure collegate, dovranno adeguarsi per rispondere alle richieste di un mercato sempre più attento e sensibile alle tematiche ambientali e al costruire con coscienza. Il costruttore assume così una valenza sociale e il progettista ne diventa il forgiatore. L'architettura in questo senso può riprendere un ruolo “rinascimentale”: fornire idee, dare bellezza e visioni, capacità di uscire da standard monotoni e insostenibili. L'Aquila ne è un esempio significativo che sceglie il suo futuro: sostenibile, sicuro e Casaclima; una visione progettuale che permette di far diventare il dramma del terremoto un’opportunità di innovazione tecnologica nella costruzione di nuove abitazioni e nella riconversione delle esistenti. È la sfida epocale della sostenibilità. Ma mentre penso a questo, spesso incontro professionisti ed operatori con gli occhiali scuri, in crisi di fatturato e di idee. Per questo, la vera discriminante, oggi, è tra chi riesce ad immaginare un futuro diverso e chi rimpiange un passato che non può tornare. Diventa necessario un recupero di temi come l’etica, il rispetto e la comunicazione, che sono le basi per un rinnovato impegno, anche nel mondo delle costruzioni. Una seconda azione possibile è l’aggregazione verso un modello aziendale tipo media-grande impresa: ce lo chiede la complessità del lavoro, lo impone una corretta gestione del business. Una terza azione è quella di promuovere un grande patto sociale nel quale il “risparmio”, fattore sempre più importante nella nuova società, si coniuga al progetto, con scelte intelligenti e funzionali, rispettose dell’ambiente e capaci di garantire, nel tempo, efficienza e funzionalità all’abitare. |